La protesta
Senza stipendio, in attesa di rientrare
«È il primo sospiro di sollievo dopo tanti mesi» dice Loredana Spinetti, rsu di Scarlino Energia. Mesi terribili, dove è andato perso non solo il proprio futuro, visto che dalla chiusura di gennaio...
«È il primo sospiro di sollievo dopo tanti mesi» dice Loredana Spinetti, rsu di Scarlino Energia.
Mesi terribili, dove è andato perso non solo il proprio futuro, visto che dalla chiusura di gennaio nessuno poteva garantire una ripartenza, ma anche il proprio presente, viste le difficoltà dell’azienda e le decisioni dell’Inail, che hanno bloccato di fatto la riscossione degli ammortizzatori sociali.
La prima infatti non ha liquidità per poter anticipare la cassa integrazione, mentre la seconda, forte di una legge rivista, ha dovuto rivedere l’erogazione. Risultato: i sessanta dipendenti assunti all’inceneritore di Scarlino non riscuotono la loro mensilità da giugno. L’ultima è incassata è quella di maggio e da allora nulla si è più mosso. Almeno fino a lunedì. E non sono stati certo bei momenti quelli passati dai lavoratori dell’impianto del Casone, costretti ad aspettare che qualcosa si muovesse.
«In effetti eravamo piuttosto preoccupati – spiega Spinetti – È passato diverso tempo dal 9 settembre (quando la conferenza dei servizi ha dato il parere tecnico positivo al progetto della società) prima che la giunta regionale decidesse di pronunciarsi, ma alla fine l’ok è arrivato».
Questa volta però, a differenza delle altre due precedenti, la strada è stata più in salita del solito, viste le polemiche che hanno attraversato sia nella conferenza dei servizi sia nell’inchiesta pubblica. «Certo, quando le due istituzioni, per la prima volta, si espongono così chiaramente in posizione contraria la preoccupazione c’è - continua la rappresentante sindacale – e c’è ancora, visto che già si parla di ricorsi al Tar».
Intanto comunque gli operai possono tirare un sospiro di sollievo. «Ora siamo più sereni – spiega – Aspettiamo di essere convocati dalla società per capire come avverrà il reinserimento. All’inizio comunque era già concordato che verranno portati avanti interventi meno impattanti e più economicamente sostenibili. Dopodiché vedremo cosa accadrà».
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