Il Tirreno

Grosseto

Alloggi popolari assegnati a italiani in 88 casi su 100

di Gabriele Baldanzi
Alloggi popolari assegnati a italiani in 88 casi su 100

Simiani: «C’è una percezione dell’emergenza che non corrisponde alla realtà Idem per i servizi Caritas: è straniero solo il 15% di chi usufruisce dei pasti»

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GROSSETO. Il segretario provinciale del Pd Marco Simiani e l’assessore al sociale del comune di Grosseto Antonella Goretti ieri hanno incontrato Il Tirreno nella sala riunioni della Caritas, nella “casa” degli ultimi, da don Enzo Capitani. Un’ora di domande e risposte, una valanga di cifre, considerazioni, approfondimenti. Il Pd che esce dal castello per valorizzare alcune scelte dell’Amministrazione, per marcare una differenza sostanziale con gli altri schieramenti politici, per sottolineare scelte coraggiose in campo sociale, portando alla luce i numeri di una Grosseto che non si vede. E – diciamolo – per fissare un primo punto nella campagna elettorale che sta per partire.

«Ci saranno altri incontri con la stampa su questa falsariga – attacca Simiani – e coinvolgerò anche gli altri assessori del comune di Grosseto, a seconda del tema. Abbiamo deciso di partire dagli ultimi…».

Simiani dà l’impronta politica, la Goretti resta sul pezzo: i problemi, le soluzioni. «La rete sociale del comune di Grosseto tocca all’oggi migliaia di famiglie e noi riteniamo che se ne debba parlare, che non sia un tema da respingere, da liquidare con facili battute – prosegue Simiani – il Welfare sarà uno dei grandi temi dell’immediato futuro, su cui saremo chiamati a mettere alla prova la nostra capacità di misurarci su nuovi scenari e soluzioni al passo con i tempi. L'accezione del termine servizi sociali, per esempio, si è allargata. Noi non dobbiamo avere paura di addentrarci nelle emergenze sociali, nelle richieste di aiuto che ci giungono dai luoghi di crisi. Ogni giorno la nostra società genera dei nuovi ultimi che non sono una categoria, ma persone e situazioni diverse. Il nostro obiettivo non può essere soltanto trovare le migliori forme per tutelare le emergenze, ma lavorare perché le emergenze diminuiscano».

«Nel 2014 il Coeso ha seguito 16.000 pratiche spalmate su sei comuni. Al 31 agosto 2015 gli utenti risultavano essere già 15.000 solo nel comune capoluogo… Questo dà, insieme ad altre cifre, la dimensione del problema da affrontare». Sono parole dell’assessore al sociale del comune di Grosseto Antonella Goretti. «In municipio abbiamo continue richieste di casa e lavoro e posso assicurare che la stragrande maggioranza sono di cittadini italiani».

Poi arrivano i numeri. Su 1500 appartamenti che vengono assegnati dall’Epg solo 178 sono occupati da stranieri. Insomma «c’è una percezione completamente errata sulla distribuzione degli aiuti, dell’assistenza». Altro esempio: dei mille utenti giornalieri della Caritas solo una percentuale tra il 10 e il 15% è straniera. «Riporto queste informazioni per chiarire che certi slogan sono completamente fuori luogo e anche per evidenziare che noi, come Pd, questa partita, a differenza della Lega o del M5S abbiamo deciso di giocarla…» conclude Simiani.

L’approccio assistenzialista, però, non può continuare all’infinito. Simiani ne è consapevole. «Ci vuole una correzione di rotta e ogni istituzione deve fare il suo, al livello che le compete. «Al comune di Grosseto, a primavera, mi aspetta un nuovo inizio, scelte e interventi utili a ridurre le povertà diffuse, la fame di lavoro».

Gli chiediamo di abbozzare un programma: «Per far ripartire Grosseto occorre puntare sulle aziende, favorirne i percorsi di crescita, ridurre la fiscalità. L’agroalimentare diffuso è una direttrice, un’altra è rappresentata dal turismo (sviluppo di accoglienza e servizi). A monte, ovviamente, le infrastrutture. Sono delle idee, che con l'intensificarsi degli incontri cercheremo di mettere a punto e tradurre in un programma fattibile»©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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