Il Tirreno

Grosseto

I due nuovi processi a Francesco Schettino slittano a gennaio

di Pierluigi Sposato
I due nuovi processi a Francesco Schettino slittano a gennaio

Il giudice Muscogiuri si è dichiarato incompatibile Aveva già trattato il fascicolo principale in sede di riesame

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GROSSETO. Erano tutti presenti, fatta eccezione per l’imputato, anche se il difensore Donato Laino è arrivato con un po’ di ritardo da Napoli. Ma dei due processi a Francesco Schettino - imputato per il presunto danneggiamento del paesaggio e per le violazioni delle indicazioni dell’armatore in situazioni di emergenza in relazione al naufragio della Costa Concordia - non se ne è fatto nemmeno uno. Il giudice Giovanni Muscogiuri ha dichiarato la propria incompatibilità a giudicare (si era occupato del riesame per il dissequestro dell’abitazione) e ha inviato le carte ad altro giudice, a gennaio, indicando il nome e la data precisa.

Un annuncio che ha colto di sorpresa il difensore dell’ex comandante, il quale non si aspettava che fosse già tutto deciso e cioè che il processo fosse già stato fissato al 25 gennaio alle 13,30 davanti al giudice Gian Marco Fausto De Vincenzi, come annunciato dallo stesso Muscogiuri che ha allegato all’ordinanza il relativo provvedimento. «Lo apprendo adesso», ha detto in aula mentre l’udienza si stava concludendo. Viaggio a vuoto per lui come per gli avvocati delle parti offese pronti a costituirsi parte civile: Patrizia Pinna da Firenze per l’Avvocatura dello stato, Luca Petrucci da Roma per Legambiente, Sergio Nunzi (molto più breve il viaggio, da Follonica) per Wwf Italia. Si potranno costituire solamente nel procedimento per il paesaggio: non è stato notificato loro - nemmeno all’Avvocatura che rappresenta comunque tutti i ministeri - il decreto in merito alla sicurezza sul lavoro-infortunistica. Se ne riparlerà dunque a gennaio, anche per il sostituto procuratore Alessandro Leopizzi che era intervenuto in aula. De Vincenzi, che è giunto solo da un mese in Maremma, è sicuramente compatibile nel giudizio: non si è occupato mai di Schettino.

A lla data del 25 gennaio sarano già stati inviati a Firenze tutti gli appelli che stanno continuando ad arrivare in cancelleria, da parte delle parti civili, oltre a quelli della Procura e della difesa, per il procedimento principale, quello per il naufragio, che si era concluso con la condanna a 16 anni.

Per il danno ambientale, a Schettino la Procura contesta il fatto che la permanenza della Concordia alla Gabbianara per oltre trenta mesi avrebbe causato la mutazione «rilevante e apprezzabile, anche sotto il profilo temporale, delle caratteristiche della costa», secondo l'imputazione: la norma (articolo 142 del decreto legislativo 42 del 2004) protegge in questo caso i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, compresi gli specchi d'acqua antistanti la costa.

Per l’altro procedimento, Schettino è stato citato in giudizio in relazione alla presunta omissione di adozione delle misure necessarie a limitare i rischi per i marittimi imbarcati e la presunta mancata diligenza nell'applicazione delle procedure di emergenza indicate dall'armatore.

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