Gioco
Area ex Ansaldo, l’accordo è più vicino
Dieci ettari di terra e capannoni dismessi dall’Esercito: ieri a Roma l’impegno Difesa-Comune per avviare la valorizzazione
GROSSETO. Buone notizie da Roma: l’area ex Ansaldo, una decina di ettari di terra e capannoni a ridosso del cuore di Grosseto che rischiano l’abbandono, potrebbe presto essere riqualificata e ritrovare un futuro. Questo almeno è l’impegno che ieri hanno ribadito nella Capitale il ministero e il Comune di Grosseto, mettendo i primi solidi puntelli a un accordo da definirsi entro il 2015.
La vicenda non più di una ventina di giorni fa era stata riportata all’attenzione pubblica da Francesco Giorgi, il segretario provinciale del Psi che ha proposto di costruire, laddove ancora oggi sopravvivono “i resti” di un deposito di materiale bellico dismesso, la sede unica degli uffici comunali. Un’ipotesi suggestiva, come tante altre che si possono formulare per una zona urbanisticamente appetibilissima. L’ex arsenale si trova infatti lungo via Senese, per chi esce dalla città sulla destra subito prima dell’ospedale. Case, uffici, negozi, servizi pubblici e privati, quell’area sembra poter accogliere comodamente qualsivoglia destinazione d’uso, ovviamente nelle logiche e nelle regole della pianificazione urbanistica. Intanto però, di fatto, è un’area abbandonata e destinata al degrado. A meno che la Difesa non si accordi con il Comune per darle, appunto, un futuro.
Di questo si è parlato ieri mattina a Roma in un incontro fra il generale Antonio Caporotundo, direttore del Gruppo di progetto per la valorizzazione e la dismissione degli immobili del Ministero della Difesa, e una delegazione comunale composta dal vicesindaco Paolo Borghi, dal dirigente Nazario Festeggiato e dal funzionario Michele Bottai. Insomma, gli “stati maggiori” politici e tecnici del Patrimonio.
«Questo confronto si è aperto grazie alle nuove politiche del ministro Pinotti per la sdemanializzazione di aree e beni di pubblica utilità», spiega Borghi. «Abbiamo parlato dell’ex Ansaldo e del Tiro a Segno nazionale di via Giulio Cesare, che vorremmo trasferire in una zona più decentrata. Ci rivedremo fra due settimane, ma l’impegno è di siglare entro il 2015 un protocollo d’intesa tra Difesa e Comune». Un’intesa che non porterà, probabilmente, alla cessione delle aree dall’uno all’altro, bensì a un programma di valorizzazione utile a entrambi.
Grazie alle nuove leggi infatti, se il Comune valorizzerà le aree di proprietà della Difesa, una quota – tra il 5 e il 15 per cento – del valore aggiunto così realizzato andrà nelle casse del Comune stesso. Insomma, si potrebbero salvare pezzi di città dall’abbandono, intascando al tempo stesso un bel po’ di soldini.
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