Il Tirreno

Grosseto

«Pernici sane alle Bandite» L’assessore zittisce le doppiette

di Alfredo Faetti
«Pernici sane alle Bandite» L’assessore zittisce le doppiette

L’associazione Libera Caccia aveva avanzato dubbi sull’inserimento degli uccelli nel centro Niccolini taglia corto: anche i fagiani sono stati venduti a diverse Atc e anche a parecchi privati

2 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO. «Il problema, se esiste, è loro». Risponde così Luca Niccolini, assessore con delega alle Bandite di Scarlino, all’associazione provinciale Libera Caccia, che in un quadro generale di denuncia sul sistema venatorio maremmano si era concentrata sui risultati del centro di produzione selvaggina scarlinese. Per la precisione, gli iscritti alla Libera Caccia denunciavano il mancato inserimento delle pernici, a loro dire tutte morte nei mesi scorsi per malattia e quindi mai sparate. «Noi non abbiamo avuta nessuna recriminazione dagli acquirenti, se non da questa lettera della Libera Caccia – prosegue Niccolini – Il centro di produzione selvaggina è un modello d’eccellenza per tutta la provincia».

Tant’è che, spiega l’assessore, l’obiettivo è ora aumentare la produzione di capi, data la domanda sempre più crescente che le riserve private commissionano alla realtà scarlinese. Non c’è nulla, continua Niccolini, che non vada nel centro di selvaggina, nascosto tra i boschi di quella lingua di campagna che divide il capoluogo e il Puntone. «Il nostro centro ha prestazioni invidiabili – afferma – Per capirci, ci sono le file di acquirenti per comprare le nostre pernici e i nostri fagiani». Il centro, sulla base della convenzione approvata dalla Regione Toscana, è gestito dalla Provincia di Grosseto in concomitanza con le Bandite di Scarlino, l’Università degli studi di Pisa e del centro zooprofilattico, sempre di Pisa. «Una gestione pubblica che funziona, pure molto bene» continua Niccolini, tornando a rispedire al mittente le accuse lanciate da Libera Caccia. «Quest’anno il centro ha prodotto circa ventimila capi, rivenduti alle Atc e anche a privati, tipo agriturismi che offrono anche attività venatorie, e nessuno si è lamentato. Nemmeno questi agriturismi, che acquistano ben meno unità rispetto alle Atc. Insomma, non mi sembrano ci siano problemi per il centro. Se Libera Caccia invece ne ha avuti, dovrebbe farsi delle domande sul suo sistema di gestione». Anzi, annuncia Niccolini, l’intenzione è quella di intensificare l’attività e la produzione di animali. «Con un occhio particolare verso le pernici – spiega – Perché la linea di sangue delle nostre è certificata e controllata. È un prodotto di alta qualità e le richieste per poterle comprare sono sempre di più». In questo 2015, il centro di produzione selvaggina di Scarlino ha fruttato qualcosa come quattordicimila pernici e seimila fagiani: numeri non da poco per una realtà come quella maremmana. Ma tutti i protagonisti in gioco, dalla Provincia all’Università passando per le Bandite, ora vogliono ampliare il loro giro d’azione, contando su «quella gestione pubblica che funziona», conclude l’assessore, «che rende il nostro centro un’eccellenza sul territorio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web