La protesta
Passaggio da Coseca a Sei Lite sulla convocazione
L’opposizione annuncia manifestazioni di protesta per il consiglio di oggi «Non c’è il presupposto per l’urgenza»: De Luca non ha sentito i capigruppo
FOLLONICA. Una convocazione del consiglio comunale urgente che di urgente pare avere poco. Ieri intorno alle 13 è arrivata una comunicazione dal presidente Francesco De Luca, per chiamare tutti i membri del governo, centrodestra e centrosinistra, oggi alle 17 in sala consiliare. “Convocazione urgente”, così lo stesso membro dell'amministrazione di Andrea Benini ha giustificato le poche ore di preavviso (e la mancata riunione con i capigruppo, che solitamente e di norma, deve essere fatta prima di ogni riunione): qual è l'argomento tanto imminente da dover essere discusso e approvato nel giro di poche ore? Il passaggio dalla società Coseca a Sei Toscana, cioè dal vecchio gestore del ciclo dei rifiuti a quello nuovo. “Coseca Spa: trasformazione della Spa in Srl. Conseguente approvazione dello statuto della costituenda Srl e contestuale messa in liquidazione della società”. Solo questo punto all'ordine del giorno (e le consuete dichiarazioni di sindaco e presidente): ma perché tanta fretta di approvare questa delibera? E così l'argomento che era stato discusso durante lo scorso consiglio comunale (il 14 settembre) e già allora aveva suscitato non poche polemiche (le opposizioni, Forza Italia, Fratelli D’Italia, Nuovo centro destra e Movimento 5 stelle, infatti abbandonarono l'aula perché a loro giudizio non potevano parlare di una questione della quale non avevano potuto studiare i documenti, perché consegnati troppo tardi, tanto che il consiglio fu chiuso anticipatamente per mancanza del numero legale), ora torna e con lei torna pure il caos. E così la protesta continua, tanto che le minoranze stanno pensando di organizzare qualche manifestazione di dissenso per oggi pomeriggio. Non capiscono infatti l'urgenza di un simile argomento. Nel regolamento dell'assemblea si legge infatti che: «Il consiglio è convocato d’urgenza solo quando sussistono motivi rilevanti ed indilazionabili che rendono necessaria l’adunanza». E ancora: «I motivi dell’urgenza delle convocazioni e dei provvedimenti aggiunti all’ordine del giorno, possono essere sindacati dal consiglio comunale, il quale può stabilire, a maggioranza dei presenti, che la loro trattazione sia rinviata al giorno successivo od anche ad altro giorno stabilito dal consiglio stesso. L’avviso del rinvio viene comunicato soltanto ai consiglieri assenti dall’adunanza nel momento in cui questo è stato deciso».
Non è la prima volta che i quattro schieramenti seduti di fronte alla maggioranza hanno qualcosa da contestare al presidente del consiglio comunale: ritardi nel rispondere agli atti ufficiali, mancanza di documentazione prima della riunione, incontri dei capigruppo non fatte e altro ancora.
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