Italia
Le anime del Pd cominciano a contarsi
Oggi l’unione comunale: «Non è un referendum pro o contro Borghi», assicura il partito. Ma intanto i pallottolieri girano
GROSSETO. Da Alessandri (Massimo) a Ziviani (Paola). Sono oltre cento i membri dell’unione comunale del Partito democratico che si riunisce oggi pomeriggio.
Per la sesta volta in due anni. L’assemblea cittadina del partito, quella che da sempre prende il nome di unione comunale, segna di fatto l’avvio dei lavori in vista della consultazione elettorale di primavera. Un organismo elefantiaco, abnorme, dove gli assenti sono sempre in numero maggiore rispetto ai presenti, dove a volte capita perfino di perdere le tracce di chi ha la tessera, di chi non l’ha ripresa.
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La geografia del Pd, in città, non è semplice da rappresentare. Il congresso, esattamente due anni fa, lo vinse l’imprenditore Saimo Biliotti contro l’avvocato e presidente dell’Arci Christian Sensi. Il primo renziano nel midollo, il secondo anima critica del partito, nostalgico della sinistra che fu.
Sembra passato un secolo da allora. Di uguale, rispetto al 2013, c’è una maggioranza a favore di Paolo Borghi, appena meno corposa di allora.
Il vicesindaco, tuttavia, resta in pole position per la candidatura a primo cittadino. Sarebbero in totale tra 40 e 50 i membri riconducibili a Borghi (molti dei quali legati direttamente a lui); tra 35 e 40 invece quelli che fanno fronda, una quindicina, forse venti, gli incerti. Mentre i “capisquadra” (quelli che un tempo avremmo chiamato “capicorrente”) sono cinque-sei. Insomma la situazione è fluida.
Molti attendono il sondaggio per capire, per ricevere indicazioni. Stasera in ogni caso si parlerà di metodo, non di nomi. «E soprattutto queste riunioni non devono diventare un referendum pro o contro il vicesindaco, come soffiano i giornali», tuona un autorevole membro del nuovo esecutivo comunale, pur sapendo che fino all’ultimo – ancora ieri – c’era chi premeva per utilizzare proprio la riunione di oggi per affrontare la questione.
La convocazione prevede l’avvio dei lavori alle 17,30. All’ordine del giorno tre punti: il resoconto della recente festa de l’Unità al Velodromo, le elezioni amministrative 2016 e la presentazione della nuova segreteria dell’unione comunale. L’unione è dotata di autonomia politica, programmatica, organizzativa e finanziaria. Per statuto sceglie le candidature a sindaco e quelle a consigliere comunale, fermo restando il vincolo statutario delle primarie. Cosa significa? Che le decisioni, nei prossimi mesi, passeranno dal tavolo di Biliotti, non da quello (provinciale) di Marco Simiani. Non solo. Segretario, esecutivo e assemblea comunale definiscono anche le alleanze, ferma restando la potestà di intervento dei livelli superiori nei casi di violazione dell’indirizzo politico. Ecco perché la riunione di stasera, seppure non si arriverà a contarsi, è di quelle che contano.
L’elenco con i cento nomi ieri è stato recapitato al Tirreno, con la spunta accanto a ogni nome e cognome: chi sta con chi, chi è incerto, chi è decaduto. Una mappatura dettagliata (con tanto di caposquadra) e un margine di errore ridotto. Una ventina _ come detto _ gli indecisi, cioè coloro che al momento non hanno espresso o fatto intendere come la pensano. Alcuni, come il sindaco Emilio Bonifazi, difficilmente lo faranno. Le correnti in movimento sono una mezza dozzina: oltre a Borghi, ci sono gli uomini che fanno riferimento al segretario Biliotti, quelli in quota Tei. E ancora la schiera di Campo Democratico con Massimo Alessandri e Anna Guidoni a tirare le file. Poi il gruppo di Loriano Valentini e Giovanna Stellini. Infine quello del deputato Luca Sani, che annovera tra i suoi “capitani” grossetani Christian Sensi, Giancarlo Bastianini e Alfonso Brogi. Negli affari della città Leonardo Marras ha messo bocca di rado negli ultimi anni: di uomini e donne direttamente collegabili al capogruppo Pd in consiglio regionale se ne contano pochi in assemblea.
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