Il Tirreno

Grosseto

«Niente pulmino ai non residenti»

Otto bimbi da fuori comune devono rinunciare alle lezioni digitali a Semproniano

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SANTA FIORA. Ha preso ufficialmente il via l’attività dell’istituto comprensivo Pratesi di Santa Fiora, capofila per la Rete centri scolastici digitali toscani, all’interno del progetto “Piccole scuole crescono”. Ma non tutti i bambini che speravano di poter seguire le lezioni hanno potuto sedere ai banchi di questo comprensivo d’avanguardia.

Il progetto ha come obiettivo quello di aiutare le piccole scuole di montagna e delle isole creando una rete regionale e nazionale che metta in connessione realtà distanti tra loro. Le attività di ricerca hanno avuto inizio con l’incontro, organizzato da Indire il 24 e il 25 settembre a Firenze, tra dirigenti scolastici e docenti formatori delle cinque scuole capofila del progetto, tra cui appunto Santa Fiora.

Colonna portante dell’iniziativa è la tecnologia che, attraverso videoconferenze e nuovi strumenti di comunicazione tipici dell’era digitale, permette di abbattere muri e distanze e trasformare l’isolamento in un’opportunità di sviluppo e apprendimento per circa 300.000 studenti di oltre 3.500 scuole montane e duecento delle isole. Una ricetta che contrasta dimensionamento delle scuole, aumento degli alunni nelle pluriclassi, riduzione dell’organico, elevato turn-over, problemi logistici per i trasporti.

Eppure proprio a causa di problemi logistici per i trasporti il comprensivo di Santa Fiora sta attraversando una difficile situazione.

Il primo giorno di scuola otto alunni che frequentavano le scuole primaria e media di Semproniano – che rientrano, con Roccalbegna, nel comprensivo di Santa Fiora – non erano con i loro compagni. Gli alunni provengono da San Martino (Manciano) e Triana (Roccalbegna), cioè da comuni diversi rispetto a quelli del comprensivo, e proprio questo “sconfinamento” è all’origine del problema: il Comune di Semproniano non paga la trasferta dello scuolabus oltre il confine comunale. I genitori hanno cercato un accordo con il Comune di Semproniano ma non c’è stato nulla da fare: i bambini sono stati costretti a trasferirsi nei propri comuni di residenza.

Aver perso otto alunni è un brutto colpo per il comprensivo di Santa Fiora. I progetti educativi – sottolineano dalla scuola – vengono attuati tra mille difficoltà e hanno bisogno di essere supportati e condivisi dalle amministrazioni locali, altrimenti le scuole di montagna finiranno per indebolirsi sempre più.

«Le scuole di Semproniano non hanno rifiutato nessuno studente – replica il sindaco di Semproniano Miranda Brugi – visto che i genitori hanno il diritto di mandare i propri figli in qualunque scuola preferiscano». Il punto sono i costi scolastici, la voce di uscita più importante per Semproniano. «Il Comune – spiega Brugi – ha l’obbligo di fornire locali e mensa a servizio dell’attività didattica. C’è poi il trasporto, non obbligatorio ma costoso per le casse comunali. In questo caso si tratterebbe di prelevare studenti residenti in altri comuni a spese dei cittadini di Semproniano, cosa della quale ci siamo fatti carico in passato. Quest’anno la situazione non è stata sottovalutata, visto che sono stati organizzati punti di ritrovo ai confini comunali per garantire anche ai ragazzi di altri comuni di venire a scuola a Semproniano. Ci sono infatti studenti di San Martino che continuano a frequentare le nostre scuole. Se i genitori degli otto alunni reputano la scuola di Semproniano così valida, perché non possono accompagnare i figli ai punti di ritrovo?».

Gianluca Tirabassi

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