Il Tirreno

Grosseto

Maiano: stop alla vendita, via al restyling

di Ivana Agostini
Maiano: stop alla vendita, via al restyling

Dopo le polemiche dei giorni scorsi Comune di Magliano e Provincia siglano l’accordo sulla scuola simbolo dell’eccidio

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MAIANO LAVACCHIO. «Sono disponibile a sospendere la vendita della scuola di Maiano Lavacchio e a definire un bando pluriennale perché uno o più soggetti la riqualifichino».

Questa è la proposta che ieri il sindaco di Magliano Diego Cinelli ha fatto incontrando Emilio Bonifazi – presidente della Provincia dei Comuni e sindaco di Grosseto – e Leonardo Marras, consigliere regionale e capogruppo del Pd in Regione Toscana.

Sembra essere stato dunque raggiunto un accordo sul futuro della scuola di Maiano Lavacchio che era stata oggetto, nelle scorse settimane, di polemiche quando si era diffusa la notizia che il sindaco Cinelli l'aveva messa in vendita all'asta per rimpinguare le casse del Comune. La vendita era stata ritenuta inopportuna perché a pochi passi da quella scuola era stato compiuto l'eccidio di Maiano in cui persero la vita undici giovani che avevano rifiutato di combattere una guerra che non condividevano.

L'alienazione era stata considerata una dissacrazione di un luogo importante da un punto di vista storico e morale per la memoria collettiva.

Fra i primi a mostrare disappunto per la decisione di Cinelli era stato Marras, che aveva dato il via a una petizione on line per cercare di fermare il sindaco. «La memoria non si mette all'asta» aveva detto Marras invitando Cinelli a tornare sui suoi passi ritirando la delibera.

Avevano detto la loro sia il gruppo di opposizione, Viva Magliano Viva che la direttrice dell'Isgrec Luciana Rocchi ritenendo il comportamento del sindaco lesivo della memoria storica.

Critico ma allo stesso tempo costruttivo il sindaco di Grosseto Bonifazi, che capiva l'importanza storica del luogo ma allo stesso tempo invitava a cercare una soluzione che aiutasse anche il comune di Magliano.

L'intervento venne apprezzato da Cinelli che si rese disponibile a un tavolo di confronto fra le parti coinvolte nell questione Lavacchio. Per definirla, Cinelli, Marras e Bonifazi arrivarono, su proposta dello stesso Cinelli, alla decisione di un tavolo di confronto presieduto dallo stesso sindaco di Grosseto.

Ieri i tre protagonisti della storia, Cinelli, Bonifazi e Marras si sono incontrati. «Ho dato la disponibilità a sospendere per due anni con delibera la vendita della scuola – ha dichiarato Cinelli – Quindi ho dato la disponibilità a definire un bando pluriennale di concessione dell'immobile per dargli un futuro. In pratica noi mettiamo a disposizione la struttura, con il suo valore immobiliare, e uno o più soggetti presenteranno un progetto di suo riutilizzo e riqualificazione».

Una proposta accolta con favore sia da Marras che da Bonifazi. «Ce l’abbiamo fatta – ha detto Marras – Cinelli ha ascoltato l’appello che abbiamo firmato in 543 persone e ha preso la decisione giusta: la scuola di Maiano Lavacchio non sarà venduta. È un patrimonio della comunità e come tale va preservata e tutelata. Mi impegnerò personalmente per costituire una sorta di comitato promotore che elabori una proposta concreta per la realizzare nella scuola un vero e proprio centro della memoria».

Bonifazi ha ringraziato Cinelli per la disponibilità a sospendere la vendita «una sospensione – ha detto il sindaco di Grosseto – che non può essere senza un termine. Invito tutti coloro che sono intervenuti nella vicenda a dare il loro contributo per arrivare alla sistemazione dell'edificio».

Per Bonifazi non avrebbe avuto senso restaurare il monumento vicino alla scuola se poi l'edifico fosse andato distrutto a causa dello stato in cui è. Per questo Bonifazi ha apprezzato il gesto di Cinelli sottolineando come in questo caso le istituzioni abbiano collaborato e invitando tutti a dare un contributo soprattutto perchè se Maiano dovesse diventare un luogo della memoria sarà un luogo che dovrà essere gestito e non abbandonato a se stesso. «Il Comune di Magliano in questo – ha concluso Bonifazi – non potrà essere lasciato da solo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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