Il Tirreno

Grosseto

La manovra salva classi che fa tremare l'Amiata

di Fiora Bonelli
La manovra salva classi che fa tremare l'Amiata

Santa Fiora ha pochi alunni e prova a strappare Arcidosso a Castel del Piano. Ma i genitori arcidossini non ci stanno e raccolgono firme per bloccare il piano

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SANTA FIORA. La scuola è appena iniziata e nell’Amiata grossetana c’è già la prima patata bollente con scadenza 30 ottobre. Il problema è l’istituto comprensivo di Santa Fiora da tempo sotto la soglia minima per numero di alunni per ottenere l’autonomia scolastica. Il dirigente scolastico è da anni in reggenza e alla conferenza provinciale delle scuole l’assessore comunale all’istruzione ha presentato una serie di proposte per garantire a Santa Fiora questa benedetta autonomia.

Per capire l'oggetto del contendere bisogna prima dare uno sguardo alla geografia delle scuole – dall’asilo alle medie – amiatine. Il comprensivo Vannini di Castel del Piano raggruppa le scuole di Castel del Piano, Arcidosso e Seggiano, con circa 650 alunni e un centinaio di docenti. L’istituto Pratesi di Santa Fiora comprende le scuole del paese, quelle di Roccalbegna e quelle di Semproniano (circa 80 ragazzi). Castell’Azzara, invece, fa parte del comprensivo Umberto I di Pitigliano, che raccoglie anche Sorano.

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Una geografia a quanto pare mutevole. Gli alunni, infatti, scarseggiano e per trovare abbastanza iscritti da poter tenere aperte le scuole i Comuni – sull’Amiata come altrove – sono pronti a distacchi e nuove fusioni.

È il caso di Santa Fiora, dove l’assessore all’istruzione di Santa Fiora, Luciano Luciani, ha presentato quattro “proposte di sopravvivenza” alla conferenza provinciale per salvare l’autonomia del comprensivo santafiorese.

La prima è che Castell’Azzara entri nel comprensivo di Santa Fiora. Questa è vista come un’ipotesi remota, anzi impossibile, perché da tempo Castell’Azzara guarda ai paesi del tufo per questo servizio. La seconda è fare, a Santa Fiora, una verticalizzazione, cioè riunire tutte le scuole del capoluogo dalle materne al superiore sotto un unico dirigente. Ipotesi vista come il fumo negli occhi dalla maggioranza dei genitori dei ragazzi. La terza ipotesi, che suona più provocatoria che altro, è che il comprensivo di Santa Fiora si aggreghi con quello di Piancastagnaio. Si tratta, però, di due comuni in due province diverse e questo potrebbe costituire un handicap per un’operazione che appare più come una boutade che altro.

Infine l’ipotesi di smembrare Arcidosso dal comprensivo di Castel del Piano per aggregarlo a Santa Fiora. È questa l’ipotesi che più spaventa le famiglie – e che metterebbe in crisi anche Castel del Piano – su cui, però, pare stiano discutendo i sindaci Federico Balocchi di Santa Fiora e Jacopo Marini di Arcidosso.

Tra i “movimenti” si segnala anche quello di Semproniano, che da tempo ha fatto una delibera per chiedere di essere ancorato al comprensivo di Castel del Piano, che è stabile e sicuro a differenza di Santa Fiora, sempre in sofferenza di ragazzi.

L’ingresso di Semproniano, tuttavia, non è visto come una totale compensazione per l’eventuale perdita di Arcidosso. Il comprensivo Castel del Piano, Arcidosso e Seggiano è un istituto che si è qualificato nel tempo per una quantità notevole di offerte progettuali, come la scuola senza zaino di Seggiano, il corso musicale della media di Arcidosso, i progetti pomeridiani della media di Castel del Piano, la ricca attività delle elementari casteldelpianesi coi progetti europei come Comenius e altri.

Ai genitori in particolare non pare proprio una buon idea smembrarlo “cedendo” Arcidosso a Santa Fiora per permetterle di avere numeri sufficienti per l’autonomia e lasciare Castel del Piano solo con Seggiano, con numeri risicati e ballerini. Per questo i genitori stanno raccogliendo le firme per bloccare l’operazione. Insomma un pasticciaccio contro cui sta prendendo posizione anche la minoranza di Arcidosso che sta preparando un’interrogazione.

Sulla questione, per adesso, le bocche dei politici e dei docenti sono cucite, perché la fase è molto delicata e vi sono in corso incontri e abboccamenti fra vari attori, in specie politici e istituzionali. Mentre invece sono già usciti allo scoperto i genitori di Arcidosso che stanno raccogliendo firme per chiedere che non si tocchi un capello alla scuola arcidossina e anche la minoranza di Arcidosso ha predisposto un’interrogazione al sindaco Jacopo Marini per capire dove voglia andare a parare.

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