Il Tirreno

Grosseto

La campagna elettorale è cominciata

Emilio Guariglia
Un seggio grossetano (foto d'archivio, Bf)
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Un seggio grossetano (foto d'archivio, Bf)

Borghi e i suoi “fan” agitano il Pd, la destra punta su Vivarelli Colonna ma non sarà facile

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GROSSETO. Ora possiamo dirlo: la campagna elettorale per le amministrative del 2016, quelle che a maggio daranno un nuovo sindaco alla città di Grosseto, è cominciata. Dopo un avvio da moviola, l’ultima settimana di settembre ha impresso un’accelerazione repentina e segnato diversi punti fermi. Fermi, ovviamente, quanto ferma è la politica in Italia.

Il primo elemento è il delinearsi chiaro _ dopo l’esplosione di separati in casa alle recenti regionali – di uno scontro a quattro: centrodestra (Fi, Lega, Fdi), centrosinistra (Pd, Psi e parte di Udc), Movimento 5 stelle e sinistra, riunita magari nel Progetto Sì.

Resta l’incognita delle civiche, quelle liste che nelle ultime tornate a Grosseto non hanno mai mancato di affollare il lotto degli aspiranti primi cittadini. E proprio da questa galassia, in queste ore, arrivano i segnali più lampanti di come lontano dai silenzi ufficiali in casa pd ci siano in realtà parecchi movimenti sotterranei.
Su tutti, quelli intorno a Paolo Borghi, vicesindaco in carica che due anni fa annunciò il suo desiderio di lanciarsi verso la poltrona più alta e che la scorsa settimana ha pubblicamente trasformato il suo desiderio in autocandidatura. Di fronte alla sortita il suo partito ha taciuto, malcelando una patente irritazione per la fuga in avanti. Civiche e movimenti invece parlano. Eccome.

Solo nella giornata di ieri le redazioni hanno ricevuto due note di sostegno al vicesindaco. Fare Grosseto invita a costruire intorno al turismo sportivo il futuro della città, spiegando che «in questi anni solo Paolo Borghi si è tanto speso per promuoverlo, ottenendo buoni risultati, ma il suo intervento non è stato sempre sostenuto in modo adeguato dalle forze politiche ed economiche della città». Mentre Gente di Grosseto, associazione civica presieduta da Leonardo Culicchi e molto autorevole negli ambienti calcistici cittadini, chiede impegno per destagionalizzare l’economia di Marina con lo sport attraverso «un unico ma grande percorso di valore aggiunto, sul quale ad esempio sta lavorando Paolo Borghi».

Endorsement espliciti, insomma, almeno quanto quello di Massimo Felicioni (Grosseto Oggi) che intervistato da Tv9 ha dichiarato pieno sostegno al Pd solo in caso di una candidatura Borghi. Né sono passati inosservati gli incontri “privati” tra il vicesindaco e Gianni Lamioni, la cui civica Passione per Grosseto è in mezzo al guado.
Tanto fermento giova all’autocandidato? Chissà. Se da un lato infatti accredita l’idea che con Borghi l’area di consenso al Pd può allargarsi, dall’altro mette a dura prova chi, nel Pd, al di là delle simpatie personali vorrebbe un percorso meno fondato sul nome e più sulle decisioni collegiali. Su questo filo corre alta tensione e a più di qualcuno l’ultima dichiarazione di Leonardo Marras («Non sono direttamente interessato alla corsa per il sindaco», ha detto venerdì) è apparsa come una smarcatura da possibili tentazioni di chiamarlo in causa, extrema ratio, per risolvere la questione.

Di tutto questo, e di molto altro ancora, il Pd discuterà il 10 ottobre nella sua assemblea provinciale, convocata proprio per fare il punto su metodi e strategia. E magari anche sul nome da mettere in campo.
Il problema del nome, comunque, non pesa solo in casa dem. Anche il centrodestra, dopo il gran brindisi collettivo di venerdì per la ritrovata unità, ora è alle prese con la candidatura. L’altro giorno, al Granduca, dal fronte Lega si alzava chiaro e forte il nome di Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Lui per ora si limita a dirsi lusingato da tanta stima, ma assicura di non essere interessato a un impegno così gravoso. Di fatto piace a tutti, a destra, ed è il favorito. Ma metterlo in pista non sarà facile né indolore. In particolare per quel suo ruolo di presidente di GrossetoFiere, peraltro fin qui svolto con lodi bipartisan.

Nel centrosinistra e in alcune associazioni di categoria c’è già chi teme un uso “strumentale” di quella presidenza e medita di metterla subito in discussione, a prescindere dal merito manageriale.

La campagna elettorale è cominciata.

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di Redazione web