Il Tirreno

Grosseto

Bilancio ok ma non per la civica

MASSA MARITTIMA. Ci sono state molte discussioni sul consiglio comunale del 25 agosto, quello in cui è stato approvato il Bilancio di Massa Marittima, tutte legate alla sua legittimità. Per l’opposizi...

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MASSA MARITTIMA. Ci sono state molte discussioni sul consiglio comunale del 25 agosto, quello in cui è stato approvato il Bilancio di Massa Marittima, tutte legate alla sua legittimità. Per l’opposizione Massa Comune, infatti, quel consiglio non lo era affatto per mancanza del numero legale. Di parere contraria l’amministrazione che, forte di un parere inviato direttamente dal ministero dell’Interno, ha assicurato il pieno rispetto di tutte le norme in maniera. Parole che non hanno comunque convinto Massa Comune, che ora ha scritto anche al difensore civico per riaprire questo caso. Tutto accade il 25 agosto. Il consiglio comunale massetano si era riunito per approvare il bilancio, ma in sala c’erano solo sei consiglieri di maggioranza più il sindaco Marcello Giuntini.

Arrivato il momento della votazione, Massa Comune e i Repubblicani non ha voluto prenderne parte, convinti così di lasciare l’assise senza il numero legale per procedere con le approvazioni. E qui sta il punto: perché se pur in seconda convocazione (come l’assise in questione) il voto del sindaco non può essere contato nella somma del numero legale per la legittimità, in quanto questo si ottiene solo con i consiglieri comunali. «Nella seduta del 25 agosto hanno partecipato alla votazione dei vari punti all’ordine del giorno solo sei consiglieri di maggioranza» scrive Massa Comune (con la firma di tutti e tre i consiglieri) al difensore civico, ricordando con il numero legale a Massa equivalga a sette consiglieri. «Il sindaco, ammettendo tra i votanti anche la sua persone, ha ritenuto comunque valida la seduta» continua l’opposizione nella sua lettera, insistendo sulla illegittimità del consiglio. Una discussione su cui il sindaco stesso era già intervenuto nei giorni che seguirono l’assise, dopo aver chiesto e ottenuto un parere dal ministero, che ribadiva la regolarità della seduta. «Le norme nazionali e l’ordinamento degli enti locali impongono infatti un numero minimo di presenti alle sedute, pari ad un terzo dei consiglieri eletti, senza conteggiare il sindaco, ma solo in seconda convocazione» ha detto Giuntini in quei giorni. Ma la civica non ne è affatto convinta. (a.f.)

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di Redazione web