Il Tirreno

Grosseto

In nero nei locali: 70.000 euro di multe

di Enrico Pizzi
In nero nei locali: 70.000 euro di multe

Grosseto: sedici le attività sospese tra bar, ristoranti, gelaterie, pizzerie

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GROSSETO. Un lavoratore su cinque di bar e ristoranti non è del tutto in regola e buona parte di quelli non in regola prestano la loro opera in nero: è questo il quadro che emerge dall'attività di vigilanza estiva svolta dalla Direzione territoriale del lavoro tra agosto e settembre in provincia di Grosseto; oltre alle proprie forze, la Direzione territoriale ha impiegato anche una nutrita task force di ispettori arrivati da tutta Italia.

Gli ispettori si sono mossi nella zona sud della provincia, dall'Argentario a Capalbio, e su tutta la costa, più in generale, andando nelle zone in cui, statisticamente, erano stati effettuati meno controlli.

L'obiettivo – spiega Mariafrancesca Santoli, che guida la Direzione territoriale del lavoro – era proprio il contrasto al fenomeno del lavoro nero. L'attenzione è stata puntata soprattutto su bar, gelaterie, ristoranti e pizzerie, settori nei quali in estate la richiesta di manodopera aumenta sensibilmente. Le visite degli ispettori si sono svolte in particolar modo nelle ore serali.

«I risultati – dice Mariafrancesca Santoli – sono soddisfacenti sotto il profilo dell'attività di contrasto al lavoro nero, dal momento che abbiamo potuto scoprire moltissimi lavoratori impiegati al nero. Quella che abbiamo trovato è una realtà molto variegata, nel senso che abbiamo trovato lavoratori in nero impiegati sia nelle attività piccole che in quelle più grandi e strutturate, il che dimostra che il fenomeno è molto diffuso».

Il dato che emerge è che oltre il 20 per cento dei circa 400 lavoratori controllati è risultato non perfettamente in regola; 55 lavoratori sono stati trovati al lavoro senza che risultassero ufficialmente assunti.

Naturalmente non c'è solo il lavoro nero, ma sono emerse anche altre irregolarità, che sono ancora in fase di verifica e di definizione: si parla di altre violazioni come, ad esempio, il superamento dell’orario di lavoro, i mancati riposi o l'installazione non autorizzata di telecamere.

Su 142 pubblici esercizi visitati, la Direzione territoriale del lavoro ha proceduto alla sospensione di 16 attività, un provvedimento che scatta là dove gli ispettori si imbattano in lavoratori in nero che superino il 20 per cento della forza lavoro presente. Complessivamente sono state comminate sanzioni per circa 70.000 euro, ma per le imprese che non sono state trovate in regola i guai non finiscono qui. Si aggiungeranno il recupero dei contributi non pagati e le relative sanzioni, per non parlare dell'evasione fiscale di cui dovrà occuparsi la guardia di finanza. Se le irregolarità sono tante è anche vero che gli ispettori hanno trovato numerose aziende perfettamente in regola, e tante che, oltre alle assunzioni ordinarie, hanno utilizzato moltissimo lo strumento del voucher.

Da una parte un dato confortante, dal momento che almeno da un punto di vista assicurativo il lavoratore ha un minimo di garanzia. Dall'altra, però, è forte il dubbio che il voucher copra, in realtà, solo una parte della prestazione lavorativa effettiva, mentre il resto delle ore lavorate potrebbero essere pagate in nero. Una forma di elusione che, se scoperta, potrebbe costare cara al datore di lavoro, ma se il lavoratore dichiara che le ore di lavoro corrispondono a quelle previste dal voucher, chi dovrebbe far rispettare la norma si trova con le mani legate.

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