Il Tirreno

Grosseto

«Un tempo fucina di ghisa oggi di lavoro culturale»

di Giulia Sili
«Un tempo fucina di ghisa oggi di lavoro culturale»

L’assessore Catalani punta sulle associazioni per raccogliere idee sui nuovi spazi «Vorremmo che i cittadini vedessero in questi luoghi opportunità per il futuro»

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FOLLONICA. Follonica è sorta intorno al complesso industriale dell’Ilva. Era lì, nell’Ottocento, il cuore pulsante della città, lì il lavoro e la vita degli operai. E allora perché non continuare a pensare a quel luogo come a una fucina? Stavolta però non più impegnata a produrre la ghisa ma piuttosto attiva come centro culturale della città.

«Il lavoro è tornato nell’Ilva e ha cambiato forma – dice l’assessore alla Cultura Barbara Catalani – si tratta di lavoro culturale». Ne aveva già parlato giorni fa a Grosseto, al Cassero Senese in occasione dell’Arena Tirreno, dove aveva raccontato “l’utopia” del Parco centrale, sorto al posto del vecchio Ippodromo, e del progetto per il comprensorio di archeologia industriale dell’Ilva, 7 ettari di spazio urbano.

Un’utopia ormai quasi realizzata, visto l’impegno decennale che sta dietro a quelli che sono gli spazi prossimi all’inaugurazione. Le strutture sono infatti pronte. Il 10 ottobre si inaugura la Fonderia nº1, destinata a luogo fieristico, mentre ieri è stato presentato il programma del nuovo Teatro Fonderia Leopolda.

Un progetto di ampio respiro ma forse ancora troppo slegato dalla coscienza sociale della cittadinanza. «Se il 30 per cento dei cittadini è sensibile alla rinascita dell’Ilva, ancora un 70 per cento deve trovare lo stimolo al coinvolgimento; vorremmo che la cittadinanza tutta vedesse nei nuovi spazi delle opportunità per il futuro» dice l’assessore.

La risposta per adesso sembra arrivare dal mondo associazionistico. Dopo l’appello lanciato dal Comune cinquantasei associazioni hanno partecipato alla riunione preliminare indetta per discutere del destino dei nuovi spazi ma altri incontri verranno fatti a breve.

Servono quindi idee che possano coinvolgere e attirare la più ampia fetta di popolazione possibile, cercando di interessare anche quello che sembra essere il grande assente dagli eventi di natura culturale: il pubblico dei giovani tra i 18 e i 30 anni.

Insomma l’Ilva, con la sua affascinante archeologia industriale, è pronta, o quasi (ancora non è stato risanato lo spazio di fronte al teatro); manca soltanto l’interesse di un pubblico ampio e variegato. Quello che stanno cercando di definire è un orizzonte che esula dal turismo balneare, in previsione di un futuro in cui possa realizzarsi un’effettiva opportunità di crescita per la comunità. Intanto gli appuntamenti sono iniziati, il Cantiere Cultura ha aperto la manifestazione “Utopolis, Città Visibile 2015”.

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