Il Tirreno

Grosseto

Megarissa in paese, due all’ospedale

di Fiora Bonelli
Megarissa in paese, due all’ospedale

Scene da Far west a Castel del Piano: tafferuglio in piazza, un uomo si rifugia nella casa del parroco. Il monito del sindaco

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CASTEL DEL PIANO. Megarissa nella notte del 1º ottobre a Castel del Piano, nelle due centralissime piazze del paese, piazza Madonna e piazza Garibaldi. Il fatto ha avuto origine attorno alla mezzanotte, quando due cittadini albanesi residenti a Castel del Piano hanno cominciato ad alzare le mani. A un certo punto una terza persona estranea alla discussione suo malgrado è entrata nel tafferuglio.

Il clima si è accalorato ancora di più e poi il gruppo si è spostato verso piazza Garibaldi dove la rissa, che nel frattempo aumentava di numero dei partecipanti, ha avuto varie tappe.

Una persona è stata presa e picchiata dietro l’edicola e chiedeva aiuto gridando; un’altra si è rifugiata dentro il portone di accesso alla casa del parroco e ha lasciato il sangue che colava dalla faccia nello scalino. Intanto un altro con una mazza in mano spaccava i vetri di due auto parcheggiate in piazza, mentre al primo gruppo si aggiungevano via via altre persone.

Un automobilista di altra nazionalità, che aveva cercato di aiutare uno dei coinvolti nella rissa, è stato coinvolto a sua volta pur essendo estraneo al motivo del contendere.

Alla fine due persone sono state trasportate all’ospedale e vi sono anche altri feriti meno gravi che non hanno avuto bisogno delle cure ospedaliere.

I carabinieri stanno indagando per individuare i responsabili e per raccogliere le testimonianze. Tutti sono stati identificati.

Un finimondo a cui ha assistito parzialmente anche il parroco, don Gianni, che abita proprio davanti alla piazza. «Era circa mezzanotte – dice don Gianni – Mi sono affacciato perché si sentivano sotto le finestre di casa mia, schiamazzi e urla e anche perché due sacerdoti miei ospiti erano scesi un attimo per prendere alcune cose che avevano lasciato in auto. Sono sceso giù anch’io per richiamarli e perché mi ero impaurito, temendo che succedesse qualcosa anche a loro. E veramente temevo anche per la mia auto. La scena era da Far west. Un individuo con la mazza in mano che stava rompendo un’auto, forse per regolare qualche conto. Poi è toccato a un’altra automobile e poi, mentre una persona veniva picchiata a sangue poco lontano dal mio portone, un’altra col volto coperto di sangue che gocciolava a terra, anche nello scalino della porta, si rifugiava dentro l’andito della canonica, implorando di chiamare i carabinieri. Ma qualcuno li aveva già allertati e infatti, poco dopo, sono arrivate tre pattuglie dei carabinieri».

Una rissa, questa, che non è certo una rarità a Castel del Piano, dove non sono eccezioni episodi del genere, soprattutto dovute all’abuso di alcol e alla maniera violenta di regolare i conti.

«Bisogna insegnare a queste persone – dice don Gianni – che qui da noi questo comportamento è inaccettabile. La comunità albanese di cui fanno parte persone lavoratrici e corrette deve emarginare chi si comporta in modo così violento e fuori dalle righe, ed espellerlo. Altrimenti il clima diventa invivibile».

Anche il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, commenta: «Dispiace tantissimo questo episodio. La comunità albanese è quella più numerosa a Castel del Piano, qui presente da tre generazioni. Il fatto è grave sia per la comunità italiana che per quella albanese e dunque anche gli albanesi devono aiutare a fermare questo tipo di episodi, isolando chi per consuetudine si comporta in maniera così violenta».

Intanto qualcuno invoca la registrazione della telecamera che è piazzata davanti al municipio. «Purtroppo la telecamera non ha potuto riprendere tutto – spiega il sindaco Franci – perché il suo raggio d’azione mi pare che non arrivi in via della canonica, da dove la rissa ha avuto inizio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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