Toscana
Intanto il comandante porta avanti la causa contro Costa
Schettino si oppone al licenziamento seguito al naufragio. E vuole che l'azienda rimborsi le prime spese legali sostenute dopo l'incidente
GENOVA. E c’è un ulteriore fronte giudiziario per Francesco Schettino. Venerdì 2 ottobre infatti, è iniziata la prima udienza di opposizione alla decisione del giudice del lavoro che aveva dichiarato legittimo il licenziamento del comandante all'indomani del naufragio della Costa Concordia al largo dell'isola del Giglio.
Davanti al giudice del lavoro di Genova, Enrico Ravera, inoltre, l'avvocato Rosario D'Orazio che assiste l'ex comandante ha aperto un altro contenzioso per istanze economiche avanzate da Schettino nei confronti del datore di lavoro e riguardanti il trattamento di fine rapporto e altre indennità.
Sempre ieri mattina, inoltre, stata celebrata una terza udienza davanti a un secondo giudice del lavoro, sempre del Tribunale di Genova, relativo al pagamento di fatture per perizie e consulenze che Costa dovrebbe pagare al posto di Schettino. Questo processo stato chiesto dalla stessa compagnia, dopo la sentenza del tribunale di Torre Annunziata diventata definitiva. I giudici campani avevano infatti condannato Costa a rifondere Schettino di 25 mila euro per le spese anticipate per il primo legale nominato per il comandante dalla stessa compagnia nell'immediatezza del naufragio. La compagnia armatrice ha chiesto, in pratica, di verificare se anche le spese di perizie e consulenze, relative al naufragio, siano di sua competenza o meno.
Nessuna decisione è stata comunque presa venerdì per alcuno dei procedimenti. Tutte e tre le cause sono state rinviate al 19 febbraio 2016.
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