Il Tirreno

Grosseto

Inceneritore, «Pd e Lega decidano»

di Alfredo Faetti
Inceneritore, «Pd e Lega decidano»

Il Movimento 5 Stelle in Regione chiama in causa i due partiti per bloccare il rilascio delle autorizzazioni

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SCARLINO. Una proposta di unione, di apertura, o meglio condivisione, per fermare la riapertura dell’inceneritore di Scarlino. La lancia il Movimento 5 Stelle in Regione e i destinatari sono le altre forze politiche che ancora non l’hanno sposata, ossia il Pd e la Lega Nord. Nel corso dell’ultimo consiglio, infatti, i pentastellati hanno presentato una mozione che a detta loro sarebbe in grado di bloccare l’iter autorizzativo, forte dell’assenza di alcuni documenti che dovevano accompagnare il parere positivo rilasciate dalla conferenza dei servizi. La stessa che intanto sta completando il lavoro di stesura del proprio parere, così da poterlo consegnare alla giunta guidata da Enrico Rossi a cui spetta l’ultima parola sul rilascio o meno di Via e Aia alla Scarlino Energia.

Ma il Movimento 5 Stelle è convinto di poter fermare la decisione ancor prima che vena presa con l’aiuto degli altri partiti. «Il consiglio regionale può fermare l’iter autorizzativo dell’inceneritore di Scarlino, votando la nostra mozione centrata su un argomento semplice: manca agli atti la Relazione di Riferimento, documento obbligatorio per legge, centrale per la verifica dell’impatto complessivo di quest’opera nel contesto territoriale di Scarlino». Un documento introdotto dalla comunità europea, legato all’impatto ambientale dello stabilimento, già sollevato dal M5s con la sua mozione. «Nell’ultimo consiglio Pd e Lega Nord non accolsero la nostra richiesta di calendarizzare l’atto, resosi urgente per anticipare l’eventuale accoglimento da parte di Rossi del parere favorevole emerso in conferenza dei servizi ma questa volta lo troveranno in aula – continua la nota - Finite le scuse resta il merito della questione: i consiglieri Pd e quelli della Lega hanno avuto il tempo tecnico per studiare tutti i documenti. Ora si tratta di capire se sono dalla parte della legalità, che fortunatamente tutela i cittadini di Scarlino, o vogliono persistere nel difendere l’illegalità». Parole di accusa quelle dei pentastellati, sicuri che un’eventuale riaccensione dei forni contrasti con le normative vigenti in materia.

«Ricordiamo che scegliere di accogliere il parere favorevole della conferenza dei servizi, equivale ad un sì ad un più 400 per cento dei rifiuti, anche pericolosi, bruciabili dall’impianto senza adeguamento strutturale» continuano nella loro nota, mettendo in risalto però che i loro dubbi sul rilascio di nuove autorizzazioni non finisce qui. «L’elenco delle incongruenze è lungo – spiegano - si autorizzerebbe il secondo inceneritore in Italia senza considerare l’enorme quantità di 175mila tonnellate l’anno di rifiuti liquidi anche pericolosi che riceverebbe il Canale Solmine, pur essendo sito soggetto a bonifica a breve termine da più di nove anni, mai partita, e quindi già gravemente inquinato». È su queste basi che il Movimento 5 Stelle chiede l’aiuto a Pd e Lega Nord. «Il consiglio regionale scelga la legalità – concludono - ed eviti anche l’assurdo istituzionale di autorizzare quello che è già stato annullato dal Consiglio di Stato».

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