Il Tirreno

Grosseto

Lirica in Piazza: il conto è salato

di Alfredo Faetti
Lirica in Piazza: il conto è salato

la sentenza del Consiglio di Stato parla chiaro: il Comune deve risarcire la Solti per 12.000 euro

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MASSA MARITTIMA. Ora lo spettacolo è davvero finito. Dopo le sentenze, i bandi di gara annullati e la successiva nuova aggiudicazione ad un altro soggetto, è arrivata anche la somma precisa che il Comune di Massa Marittima deve rimborsare all’impresa artistica Solti per il pasticcio dell’edizione 2014 di Lirica in Piazza.

Quasi dodicimila euro; undicimilasettecentonove, per la precisione: a tanto ammonta il risarcimento danni imposto all’ente dal Consiglio di Stato. Circa il doppio di quanto avevano pronosticato gli uffici del municipio, che avevano fissato la cifra intorno ai quattromila euro, ma molti meno di quanti aveva chiesto in un primo momento il privato, che nel suo ricorso spiegava di aver diritto a centocinquanta mila euro.

Di fatto, mancava solo quest’ultimo atto per far calare il sipario una volta per tutte sulla diatriba, forse la più discussa del 2014 a Massa Marittima. Vuoi perché ha riguardato la kermesse che è il fiore all’occhiello estivo della città, vuoi perché lo scontro si è consumato tra il Comune e quella impresa che ha organizzato Lirica in Piazza per oltre vent’anni.

Vale dunque ora la pena ricapitolare i fatti di questa diatriba giudiziaria.

Tutto nasce a febbraio 2014, quando negli ultimi atti dell’amministrazione guidata da Lidia Bai, viene nominato direttore artistico dell’annuale edizione Lirica in Piazza Maurizio Morgantini, che siederà anche in quella commissione giudicatrice del bando che sceglierà l’Europa Musica a scapito della Solti.

Ma Morgantini è anche il direttore d’orchestra dell’impresa vincitrice, in chiaro conflitto d’interessi per la seconda arrivata e pure secondo il Tar, che accoglierà il suo ricorso. L’edizione 2014 va comunque in scena, ma il contratto tra Europa Musica e Comune decade.

La Solti però vuole anche un risarcimento danni a sei zeri e ricorre in secondo grado al Consiglio di Stato, che di nuovo accoglierà (in parte) le sue ragioni ma senza concedere il risarcimento richiesto. Il tribunale infatti darà solo i criteri per poter calcolare questa somma, che ad un primissimo sguardo di allora oscilla tra gli ottomila e i diecimila euro.

Il calcolo preciso è arrivato nei giorni scorsi. Negli atti amministrativi, infatti, si legge che «il danno complessivo» per il doppio grado di giudizio è «pari a 8.196,73 euro oltre interessi e rivalutazione monetaria pari ad euro 51,75». Che tradotto in una cifra viene undicimila settecento euro.

Ma il Comune deve pagare anche le spese processuali (in parte già saldate) di altri novemila euro. Tant’è che la spesa complessiva alla fine di quest’ultimo atto è di circa 23mila euro.

Poi fine della storia, anche perché intanto ne è iniziata un’altra.

La Solti ha fatto sapere a suo tempo che non si sarebbe presentata al nuovo bando, che poi è tornato all’Europa Musica che ha allestito l’edizione 2015. Che è stata un grande successo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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