Il Tirreno

Grosseto

E ora Porta Vecchia torna nuova, grazie ai Camarri Colasanti

di Giovanna Mezzana
L'affresco Liberty inaugurato nel negozio Camarri e Riccardo Colasanti
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L'affresco Liberty inaugurato nel negozio Camarri e Riccardo Colasanti

Grosseto, il titolare della Calzoleria Popolare annuncia il restyling durante l’inaugurazione di un affresco nel suo negozio

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GROSSETO. Con le Mura Medicee è il simbolo per antonomasia di Grosseto: parliamo di Porta Vecchia. Porta Vecchia verrà fatta nuova. Sarà ristrutturata. E a tirare fuori buona parte dei soldi necessari al restyling sarà un privato: i Camarri Colasanti; lo annuncia il figlio trentanovenne che da un po’ di anni ha in mano il joystick dell’attività di famiglia e rappresenta la quarta generazione di commercianti di scarpe. Riccardo Colasanti lo dice a tutti durante un gradevole evento: l’inaugurazione – giovedì 1° ottobre 2015,  nel suo negozio di via Ricasoli, dove un tempo sorgeva l’antica Calzoleria Popolare – di un affresco, o meglio, di un’opera decorativa in stile Liberty.

«Porta Vecchia è anche nel nostro logo – dice – È un luogo che alla mia famiglia ha dato tanto e ora vogliamo restituire qualcosa». Era il 1916 quando il bis nonno Domenico – Domenico Camarri – cominciò a vendere scarpe. Da allora ne è passata di gente sotto l’arco di Porta Vecchia, dove i Camarri avevano aperto il primo punto vendita, poi nel 2010 acquistano anche il fondo di via Ricasoli, la Calzoleria Popolare.

Mentre le grandi fondazioni bancarie battono la ritirata – leggi, Monte dei Paschi di Siena, tradizionalmente generoso con la Maremma almeno fino alla debacle – e la mano del pubblico che non scompare ma si ritrae, i piccoli imprenditori si fanno avanti. È un bel segnale. Non è da tutti gli imprenditori vivere il territorio in cui l’impresa è insediata come qualcosa di più della piazza in cui si mercanteggia e si fa business; e cioè come un luogo persino da amare, di cui avere cura, da riportare all’antico splendore.

Nella migliore e auspicabile sintonia tra pubblico e privato, i Camarri Colasanti ristruttureranno Porta Vecchia, cogliendo al volo l’opportunità che arriva dalla cosiddetta Legge Franceschini, che incentiva il privato a mettersi in gioco in operazioni di questo tipo: facendo bene all’arte, alla cultura, al patrimonio storico del Belpaese.

Si partirà «il prima possibile» mette il turbo l’ideatore e nel settembre 2016, quando i Camarri spegneranno le cento candeline dal battesimo della loro attività, i grossetani avranno la loro porta rinnovata.

Colasanti junior si prende l’applauso del sindaco Emilio Bonifazi, presente all’inaugurazione dell’”affresco”: «Credo che quest’atmosfera che si è creata sia importante. Credo che quello della famiglia Camarri Colasanti sia un gesto di grande amore per la città». Di atmosfera parla il sindaco. Di atmosfera si tratta.

C’era atmosfera ieri nel negozio di via Ricasoli quando i teli di broccato rosso sono scivolati via e hanno scoperto l’opera decorativa in stile Liberty realizzata da Beatrice Falconi, restauratrice grossetana che vive a Venezia, incaricata da Riccardo di impreziosire un luogo caro ai grossetani: l’antica Calzoleria Popolare, per l’appunto. Quell’”affresco” è un augurio per Grosseto. La professionista l’ha realizzato prendendo ispirazione dagli artisti di fine ’800- inizio ’900: toscani, siciliani, persino cechi e giapponesi.

È arioso, “leggero”, di quella leggerezza – che non è inconsistenza – e di cui oggi ognuno di noi sente il bisogno, dopo anni di austerity: imposta o “di-necessità-virtù”. Raffigura una giovane donna che danza con un nastro rosso: il Bello. Un giovinetto che accorda un liuto: la Spensieratezza. E c’è tanto melograno, che a Grosseto per altro è ovunque: la Fortuna e l’Abbondanza. Quale migliore augurio di un imprenditore alla sua città? Nell’affresco c’è anche San Crispino, martire (oltreché patrono dei calzolai): per guidare Grosseto verso una Rinascita non dimentica dei valori della tradizione.

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