Il Tirreno

Grosseto

Addio a Venerio, signore dell’ospitalità amiatina

di Fiora Bonelli
Addio a Venerio, signore dell’ospitalità amiatina

È morto il titolare del grande albergo di Castel del Piano. A quindici anni faceva il cameriere, nel tempo riuscì a costruire un impero. Commosso anche il sindaco

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CASTEL DEL PIANO. È morto dopo una malattia, all’età di 82 anni, a Castel del Piano, Venerio Imbasciati, il mitico albergatore del Monte Amiata. Era conosciuto in tutta Italia e all’estero per la sua capacità di accogliere turisti e ospiti coniugando familiarità e professionalità.

Venerio è una persona che si è fatta volere bene e apprezzare: sempre. Per il suo approccio agli ospiti, innanzitutto, fatto di maniere semplici, schiette – sua quell’inconfondibile impronta familiare che fa sentire tutti a casa – e al contempo rigorosamente ineccepibili.

Originario di Montelaterone, conosceva l’arte della ristorazione per averla sperimentata sul campo da giovanissimo: aveva fatto, infatti, il cameriere dall’età di 15 anni girando in molte città e paesi d’Italia.

Poi a Montelaterone aveva trovato Maria, la moglie che lo ha accompagnato in un cammino di successo nel settore alberghiero. La coppia infatti tempo fa acquistò una parte dell’edificio in cui adesso c’è il grande albergo “Da Venerio” che si apre su piazza Rosa Guarnieri Carducci. Qui Venerio e Maria aprirono un ristorante e misero a disposizione degli ospiti tre camere.

Era il 1965 e da allora l’albergo si è notevolmente ampliato, è cresciuto fino ad avere quarantadue camere e il piccolo ristorante è diventato uno spazio attrezzato per centocinquanta posti.

All’albergo ristorante di Castel del Piano si sono aggiunti, poi, gli agriturismi di Poggio Narchini e delle Puscine, e anche il casale delle Bandite, anch’esso organizzato per l’accoglienza.

Venerio ha avuto una vita di successo, ottenuto con il lavoro instancabile: suo e della moglie Maria, una cuoca splendida, che ha sempre fiancheggiato il marito con costante dedizione.

A loro, poi, si è aggiunta la professionalità del figlio Riccardo, che ha contribuito alla crescita dei complessi alberghieri e agrituristici che si aprono nella campagna fra Castel del Piano e Montelaterone.

Venerio è noto a tutti come l’albergatore con la “a” maiuscola. Da lui sono stati ospiti, di continuo, anche gruppi numerosi di turisti che sono sempre arrivati in pullman a Castel del Piano, in tutte le stagioni. A loro il ristoratore ha saputo mostrare le bellezze dell’Amiata e a tutti ne ha fatto gustare i sapori.

Volutamente ha sempre tenuto bassi i prezzi dei servizi offerti, puntando più sul numero delle persone accolte che su tariffe alte. E aveva sia gli agriturismi che il ristorante sempre pieni. Questa è una filosofia che a Venerio piaceva sottolineare e che negli anni lo ha ricompensato ed è diventata lacifra della sua accoglienza agli ospiti.

A lui premeva prima di tutto la soddisfazione di chi sceglieva le sue strutture: sia per i prezzi che per i servizi offerti.

Le persone che lo ricordano e ne sottolineano il profilo e l’impegno sono moltissime. Il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci dice: «Esprimo il mio cordoglio per la scomparsa di uno degli albergatori storici di Castel del Piano che ha promosso il nostro paese e l’Amiata in tutto il mondo».

Venerio è stato sepolto nel cimitero della sua Montelaterone, vegliato fino all’ultimo dalla moglie Maria, dal figlio Riccardo, dalla nipote Ginevra e dai tantissimi amici che sono arrivati da molte parti d’Italia per accompagnarlo all’ultima dimora.

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