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maratonina a roma

Tutti di corsa per Valentina Col

Tutti di corsa per Valentina Col

I genitori tornano a sollecitare la riapertura del fascicolo

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GROSSETO. Poco meno di un mese e poi si saprà la verità sulla morte di Valentina Col, morta a 17 anni dopo cinque giorni di ricovero all'ospedale di Orbetello, il 25 agosto 2013, a causa di un'embolia polmonare. Il giudice delle indagini preliminari Valeria Montesarchio terrà udienza il 29 ottobre e in quella circostanza dovrà essere fatta luce sulla vicenda, dopo che lo stesso giudice aveva respinto la richiesta di archiviazione, ordinando nuove indagini, giusto un anno fa, accogliendo la richiesta dei genitori, Massimiliano e Francesca.

Agli atti dell'incidente probatorio - la modalità con la quale procede l'accertamento - manca ancora la relazione dello specialista di patologia chirurgica dell'Università di Pisa, Marco Di Paolo. Presunta sottostimazione del rischio trombotico, presunte carenze nella compilazione della relativa scheda, dosaggio dell'eparina e somministrazione di un fibronolitico costituiscono il campo di azione dell'ulteriore accertamento. La nomina di Di Paolo derivava dalla necessità di risolvere il contrasto tra la consulenza del pm (professor Fineschi) e quella dello specialista della famiglia di Valentina (professor Di Luca) su grado di rischio, profilassi, terapie e tempi di osservazione. Nove i sanitari indagati.

Contro l'archiviazione sono tornati a schierarsi i genitori di Valentina, che l'altro giorno hanno dato vita a Roma a una maratonina non competitiva. "Corro per Valentina" era la scritta sulle magliette dei partecipanti, partiti davanti alla palestra del volley, quella ex Gil, cara alla giovane romana, lungo le strade di Montesacro. Ne ha parlato anche il Tg3 nell'edizione serale condotta dal direttore Bianca Berlinguer. Hanno partecipato persone di ogni età, anche famiglie con babbo e mamma che spingevano il passeggino. Presente alla manifestazione l'assessore al turismo e qualità della vita Luigina Di Liegro e il presidente del Municipio III, Paolo Marchionne.

Dice il padre di Valentina davanti alla telecamera: «E' un'attesa snervante, di due anni, per quei cinque giorni maledetti a Orbetello dove non c'era mai stato il segnale di una cosa così grave, quello di perdere una figlia. Noi vogliamo la verità. Non vogliamo che il più grande imputato sia il destino».

E sulle motivazioni della corsa, ecco mamma Francesca: «Vale ci vede da lassù, vede che ci siamo, che ci sono persone che le vogliono bene».

(p.s.)

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