Il Tirreno

Grosseto

«Senza bidoni a Cala Violina ora è peggio»

«Senza bidoni a Cala Violina ora è peggio»

Protesta l’associazione di tutela. Replica l’assessore: «Pensino ad azioni di salvaguardia dell’area»

2 MINUTI DI LETTURA





SCARLINO. «La scelta di togliere i bidoni ha peggiorato la situazione a Cala Violina». «Tutto falso, perché i bidoni fuori dal complesso ci sono e nelle cale facciamo pulizia manuale».

È un duro botta e risposta quello che si è scatenato tra la neonata associazione “Salviamo Cala Violina” e l’amministrazione comunale di Scarlino, divise sull’utilità della scelta del Comune a inizio estate di rimuovere i cassonetti all’interno del complesso delle Bandite di Scarlino, la porzione di bosco che appunto porta alle cale. «La situazione a Cala Violina ha subito un brusco peggioramento quando il Comune di Scarlino ha deciso di rimuovere i cinque gruppi di bidoni dell’immondizia all’interno della riserva, adducendo come motivazione, una fantomatica protezione dei cinghiali» dicono dall’associazione, riferendosi ai rifiuti che gli incivili gettano per terra.

«La decisione sconsiderata dell’amministrazione ha ulteriormente aggravato la situazione ambientale, producendo come risultato l’abbandono lungo i sentieri e nella spiaggia di interi sacchetti di immondizia, l’accesso dei cani nella cala unito alla mancanza dei bidoni ha prodotto l’abbandono da parte di alcuni proprietari di sacchetti di escrementi».

Accuse che l’assessore all’ambiente Luca Niccolini rimanda al mittente. «Come tutte le nuove attività c'è una prima fase iniziale nel quale ci sono disagi, ma la situazione è sempre stata sotto il controllo della gestione Bandite di Scarlino – spiega l’assessore - Oltre al solito servizio estivo di pulizia giornaliera dell'area delle Costiere fatto dal personale interno, abbiamo potenziato il servizio di vigilanza, questo ha consentito al nostro personale di presidiare l'area per l'intera giornata dando assistenza e informazioni ai turisti». Quanto alle cale poi e alla proposta dell’associazione di recintare il bosco, Niccolini spiega che in quei punti «facciamo addirittura una pulizia manuale per evitare problemi con l'ecosistema; mi chiedo come l’associazione possa immaginare di poter valorizzare l'area protetta delle Costiere pensando di recintare il bosco circostante. Un’idea che creerebbe uno scempio ambientale impensabile».

E qui, l’affondo sull’associazione: «propongo loro, invece di proporre modi di fare che vanno in totale contrapposizione con l'ambiente, di promuovere azioni che vanno verso la salvaguardia di quell'area, rimasta per impegno di molti un luogo incontaminato».

(a.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web