Attenzione
Un quartiere sotto scacco
Spara venti colpi con una doppietta: portato via dalla polizia dopo un'ora di trattativa - Le immagini di Casalecci durante l'operazione
GROSSETO. Paura ieri sera, mertedì 29 settembre, a Casalecci dove un uomo ha esploso numerosi colpi di arma da fuoco, una ventina, con una doppietta, barricandosi poi a lungo all’interno della sua abitazione. Un raptus che si è scatenato improvvisamente, a quanto pare, e che dalle 21,12 ha tenuto in ansia un intero quartiere e le forze dell’ordine intervenute. Fino a che poi il genero è riuscito a ricondurlo alla ragione. Gli agenti della polizia lo hanno poi preso in consegna, portandolo in Questura. Erano circa le 22.30. La polizia ha sequestrato anche alcuni fucili, detenuti nell’abitazione.
Cosa abbia scatenato il raptus, ieri a tarda sera non era ancora noto: è stato poi portato in ospedale per essere visitato. La prima ricostruzione parla di spari partiti dal giardino della villa dell’uomo, che ha 47 anni ed è di Grosseto. Spari che sarebbero stati diretti verso l’alto, non verso le abitazioni circostanti, e che sarebbero stati accompagnati da grida: pare contro la famiglia. Spari a caso, insomma, partiti da una doppietta. Subito dopo l’uomo è entrato nella sua abitazione e vi si è chiuso dentro. I vicini sono stati fatti uscire dalle loro abitazioni dagli uomini della squadra mobile, delle volanti e della digos.
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In tanti, si sono asserragliati in casa, per evitare di essere coinvolti in qualcosa che non riuscivano comunque a capire. Qualcuno, allarmato dagli spari, si è avvicinato da un ristorante vicino, per rendersi conto di quanto stava accadendo. Qualcuno nel frattempo aveva chiamato la polizia. Sono arrivate le Volanti, la squadra mobile e la digos ed è iniziata una prima trattativa. Gli agenti, con prudenza, si sono avvicinati alla villa, per sincerarsi che l’uomo non ne fosse uscito senza farsene accorgere e anche che non vi fossero pericoli di altro genere all’esterno. Ma l’uomo non ne voleva sapere né di lasciare l’arma né di uscire. È arrivato anche il questore, Massimo Zanni, e la trattativa è continuata. Fino a che è arrivato il genero dell’uomo: «Lasciatemi entrare, fatemici parlare». Il giovane è entrato accompagnato dal questore e da un agente della squadra mobile: fuori gli altri agenti, pronti a intervenire. Dopo minuti interminabili, l’opera di convincimento ha avuto successo e l’uomo si è arreso. La polizia lo ha poi portato fuori, facendolo salire su un’auto di servizio: alcuni agenti lo hanno portato in Questura mentre altri hanno perquisito la casa alla ricerca di armi: ne sono usciti poco dopo portando quattro o forse cinque fucili: appartengono al padre, cacciatore.
L’uomo da qualche tempo aveva manifestato sui social la sua adesione ad idee politiche estremiste di destra: veri e propri inni. La polizia non esclude che si sia trattato di un primo segnale di squilibrio poi sfociato nella sparatoria di ieri sera.
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