Il Tirreno

Grosseto

«Non c’è danno per le parti civili»

«Non c’è danno per le parti civili»

Provincia e Comune non hanno diritto a risarcimenti: richieste ingiustificate

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MONTE ARGENTARIO. Perché le parti civili - Provincia di Grosseto e Comune di Monte Argentario - non hanno diritto a chiedere alcun risarcimento? Perché non hanno subìto un reale danno, di alcun tipo. Il Tribunale evidenzia che per la Provincia - capo di imputazione 27, lavori nella proprietà Sforza Cesarini in violazione del Piano di coordinamento - nessuna responsabilità è stata attribuita ai funzionari comunali, nemmeno in relazione all'autorizzazione sotto il profilo idrogeologico rilasciata da Augusto Donati in contrasto con il "no" della Provincia stessa. Non fu «un atto abnorme» ma la semplice conseguenza del trasferimento delle competenze dalla Provincia al Comune, deciso dalla Regione - e comunque la questione era controversa.

E per il Comune, il Tribunale nota ancora che l'unico danno patito è stato caso mai quello che si è accompagnato al «clamore mediatico» del processo. «Gli unici pubblici ufficiali condannati risultano Donati e Sabato per un modesto abuso d'ufficio tentato, Canali per un modestissimo quanto ingenuo abuso d'ufficio e Cerulli per un non particolarmente rilevante episodio di corruzione. E' evidente che detti episodi, senza la risonanza data dal processo in virtù di ben più gravi contestazioni, sarebbero passati del tutto inosservati e non possono giustificare una richiesta risarcitoria da parte del Comune». E inoltre il collegio nota la contraddizione della consegna della targa a Donati, da parte del Comune, a titolo di riconoscimento alla carriera (aprile 2013) con la richiesta di risarcimento danni. Dunque, i giudici hanno respinto le richieste.(p.s.)

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