Il Tirreno

Grosseto

Fiamme al parco giochi del Filare Nel borgo l’ombra del piromane

di Alfredo Faetti

È il quarto incendio che scoppia in poche settimane: gli abitanti della zona sono in allarme I vigili del fuoco sono al lavoro. Non è stato trovato l’innesco ma la modalità è simile agli altri roghi

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GAVORRANO. Quattro episodi del tutto simili non fanno una prova, ma un sospetto sì. E se i cittadini del Filare ne sono quasi certi, «è la solita persona» dicono, i vigili del fuoco devono attenersi a fatti e ad ora inneschi veri e propri non ne sono stati ritrovati.

In compenso, ci sono questi incendi, quasi identici, appiccati a cumuli di legna o erbacce lasciate ai bordi delle strade.

Negli ultimi due mesi, ci sono stati quattro casi.

L’ultimo in ordine di tempo la notte scorsa, quella a cavallo tra lunedì e martedì, quando qualcuno ha dato fuoco ai resti di un abete secco appena tagliato, a due passi dal parco giochi per bambini.

Altre volte, invece, le fiamme hanno sfiorato le abitazioni della frazione. Più o meno come è avvenuto nella vicinissima Bagno di Gavorrano la settimana scorsa, quando sono state dati alle fiamme vecchi mobili, un divano e un frigorifero sistemati sull’asfalto di via Dogana in attesa che i dipendenti della Sei li ritirassero. Incendi simili e legati anche da un altro fattore: il forte sospetto che l’origine sia dolosa.

Un sospetto che porta nella valle mineraria l’ombra di un piromane. La presenza di un individuo che va di notte ad appiccare incendi a quel che trova per strada è un sospetto che sta attanagliando non solo gli investigatori, ma anche la comunità.

«L’ultimo è successo neanche dieci giorni fa» spiegano dal bar del Filare, crocevia tra Bagno e Gavorrano paese. In realtà sono quattro, tutti avvenuti nei confini tracciati dalle poche decine di palazzine che compongono la frazione. Gli strani fuochi hanno fatto capolino la prima volta all’inizio di agosto, quando delle erbacce sono finite in cenere molto vicine a delle case.

Pochi giorni dopo, è toccato ad un mucchio di piante verdi tagliate da un privato, che le ha accatastate alla fine del lavoro in attesa che Sei pensasse al servizio ritiro ingombranti; ma anche in quel caso, qualcun altro ha fatto prima dei dipendenti della società con un accendino. Poi c’è stato il caso di una decina di giorni fa e infine quello della notte scorsa, quando l’autore ha trovato i resti di un abete abbattuto appena lunedì mattina dalla ditta incaricata dal Comune per la manutenzione del verde.

La sua legna era molto secca e il fuoco non ha avuto problemi ad ingrandirsi nel giro di pochi minuti. Sono stati i residenti di via Cialdini, dove i rami erano stati sistemati dalla ditta vicino al parco, a dare l’allarme e sono l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato che accadesse il peggio. «Il parco è oggetto di una messa in sicurezza che prevede il taglio di alcune piante tra cui 2 secche e altre pericolanti – dice il vicesindaco Giulio Querci - Già trovare le risorse per fare l'intervento è stato difficile, poi il solito idiota peggiora sempre la situazione». Il giorno dopo al Filare tira un’aria fresca a i dipendenti sono di nuovo in cima ai pini impegnati nella potatura. La gente per strada non sa che pensare. «Sono casi tutti uguali – dice un pensionato – è probabile sia la solita persona». È probabile, ma non certo, anche se le analogie sono molte. Il fatto che gli incendi partano sempre da cumuli lungo le strade, che vengano appiccati sempre di notte, che siano tutti concentrati nella stessa zona.

Un collegamento potrebbe essere fatto anche con i fatti della scorsa settimana a Bagno, quando sono stati dati alle fiamme vecchi mobili in via Dogana, che dal Filare dista neanche due chilometri (venti minuti a piedi).

Ma quelli erano ingombranti, mentre nel piccolo crocevia finiscono in cenere sempre sterpaglie.

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