Attenzione
«Protestiamo a oltranza per avere le ultime 7 ore»
All’isola del Giglio lo stato di agitazione di studenti e genitori continua Le madri: «Anche i turisti sono solidali con noi: non molleremo fino all’ultimo»
ISOLA DEL GIGLIO. Tutti in piazza appassionatamente. Anche oggi i genitori dell’isola del Giglio scendono in piazza con le loro proteste, tutti insieme, tutti uniti. Hanno iniziato la loro battaglia insieme ed insieme intendono finirla. Mancano solo 7 ore per raggiungere le 32 che spettano loro e non hanno intenzione di arrendersi proprio ora che sono vicinissimi al loro traguardo.
Ieri è stata una nuova giornata di proteste. I genitori degli studenti gigliesi si sono dati appuntamento come al solito presto. Tutti, elementari, medie e anche alcuni genitori della scuola materna che svegliano presto i loro bimbi per unirsi alla protesta.
I più piccoli seguono il corteo in passeggino, non capiscono il perché della mobilitazione ma i loro genitori sanno che il destino degli 11 alunni che ora frequentano la scuola media fra non molti anni potrebbe essere il loro.
«La protesta questa mattina (ieri ndc) è stata tranquilla – racconta Barbara Galeotti, madre, rappresentante di istituto del plesso che non ha mancato una manifestazione - La popolazione e i turisti ormai iniziano a capire e ad essere solidali con noi. Capiscono anche i motivi dello sciopero».
Non hanno mai creato grossi disagi con le loro manifestazioni i gigliesi. Hanno rallentato la discesa dal traghetto, una mattina hanno fatto aprire in ritardo le due banche del paese, un’altra ancora hanno fatto far tardi ai fornitori. Qualcuno che era sul traghetto ha perso la pazienza ma poi forse ha capito che i genitori lottano solo per poter far studiare i loro figli. Gli isolani vogliono che i loro ragazzi studino sull’isola. Al Giglio, infatti, si può studiare fino a 14 anni e poi si deve andare sulla terra ferma. Una soluzione che a volte è faticosa per le famiglie. In questo caso i genitori hanno deciso che i loro 11 ragazzi devono avere le ore di studio che spettano loro, né una in più né una in meno. Hanno gli stessi diritti di chi studia sulla terraferma, nascere su un’isola non può essere un impedimento allo studio. L’hanno detto tanto volte e l’hanno ripetuto fino a ieri e lo faranno ancora oggi. «Se muore la scuola muore lìisola». Mancano solo sette ore ottenute le quali ognuno tornerà alla sua vita e gli studenti torneranno a scuola. I primi ad augurarsi che tutto questo finisca presto sono proprio i genitori dei ragazzi. Avere il diritto allo studio è la loro normalità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
