Il Tirreno

Grosseto

«La Colonia marina è pericolosa» Forza Italia chiede un incontro

di Paola Villani
«La Colonia marina è pericolosa» Forza Italia chiede un incontro

Per ristrutturare l’edificio servirebbero quattro milioni di euro. L’opposizione attacca il sindaco Chiesti i controlli antisismici per garantire la sicurezza dell’area nonostante alcune ali già chiuse

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FOLLONICA. Nessuna risposta alla richiesta di un incontro sulla Colonia Marina. I dubbi di Forza Italia in merito alla sicurezza dello stabile della pineta di Levante non hanno ancora trovato una replica soddisfacente da parte dell'amministrazione.

Si tratta di una delle questioni forse più spinose in ballo nella città del golfo oramai da anni: la struttura di proprietà comunale è in uno stato di degrado evidente, eppure ancora nulla si è deciso sul suo futuro e allo stesso tempo continua ad essere utilizzata da associazioni e come alloggio per l'emergenza abitativa. Certo le parti dell'edificio in condizioni precarie sono chiuse all'accesso ma ciò, almeno secondo quanto dichiarato dai tecnici del gruppo consiliare di Forza Italia, non esclude il pericolo. «Durante l'ultimo consiglio comunale – spiega il capogruppo dello schieramento di centrodestra, Sandro Marrini – avevamo chiesto non solo a voce ma anche con un documento messo agli atti, che quanto prima fosse organizzata una commissione consiliare apposita sull'argomento, così da mettere a confronto quanto sostenuto dai nostri tecnici e le opinioni degli uffici comunali. Bene, come sempre oramai accade, dalla richiesta sono passati quattordici giorni e ancora nessuno ci ha convocato o fatto sapere niente: qui, non sono in discussione pagamenti di canoni o assegnazioni più o meno documentate di chi frequenta la Colonia Marina, ma bensì la sicurezza dello stabile». Marrini spiega infatti che durante la seduta consiliare del 14 settembre scorso il sindaco Andrea Benini più che rispondere alla mancanza di certificazioni sulla agibilità riportata nell'interrogazione di Forza Italia, ha spostato il discorso su un punto non centrale della stessa e cioè sui permessi e sugli affitti versati da chi utilizza la palazzina come sede della propria associazione.

«A noi questo aspetto non interessa poi più di tanto – continua Marrini – a noi preme sapere perché, se ci sono delle leggi che impongono determinate verifiche, queste non siano state fatte e perché ci si basi (come riportato nella relazione tecnica del Comune) su norme oramai sostituite da altre e non più valide. Un esempio? Mancano i controlli antisismici. Vorremmo solo essere tranquillizzati sulla sicurezza dell'edificio, poi l'aspetto politico, cioè che fare della Colonia Marina, passa in secondo piano, anche se qualcuno dovrà prendere una decisione in tal senso prima che quell'immobile cada definitivamente a pezzi».

Per ridare un nuovo look alla palazzina dei primi del '900 ci vorranno almeno quattro milioni di euro, soldi che non ci sono nelle casse comunali. Ma se il bene deve rimanere pubblico sicuramente dovrà essere trovata una strada che permetta la salvaguardia di quell'immobile.

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