Il Tirreno

Grosseto

LAVORI PUBBLICI

Il centro bombardato rinasce dopo 70 anni

Andrea Capitani
Uno dei ruderi risalenti alla seconda guerra mondiale
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Uno dei ruderi risalenti alla seconda guerra mondiale

A Monte Argentario parte la riqualificazione del centro abitato che subì un attacco aereo nel 1943: progetti affidati

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MONTE ARGENTARIO. I bombardamenti del 1943 vivono ancora negli occhi degli anziani che, a quel tempo, abitavano l’Argentario. Il territorio comunale, specialmente il centro abitato di Porto Santo Stefano, subì un violento attacco aereo durante la seconda Guerra mondiale, con decine di morti e un paese praticamente raso al suolo. La forza di volontà e l’orgoglio dei santostefanesi fecero sì che la ricostruzione avvenne in tempi relativamente brevi, donando nuovamente lustro a un centro duramente colpito. Molte aree non furono però ricostruite e, come conseguenza di ciò, ad oggi si sono trasformate in veri e propri ricettacoli di animali ed erbacce.

Considerando che il regolamento urbanistico prevede la destinazione di queste aree a parcheggio o a verde pubblico, è intenzione dell’amministrazione comunale, limitatamente alle risorse disponibili a livello annuale, procedere alla realizzazione di singole progettazioni esecutive, per arrivare finalmente alla bonifica delle intere aree interessate. L’obiettivo è dunque quello di affidare l’incarico di acquisire la progettazione esecutiva di rivalutazione, con l’obiettivo di bonificare le aree devastate dai bombardamenti del 1943.

La progettazione esecutiva sarà affidata agli architetti Massimo Vongher e Tiziana Di Segna di Porto Santo Stefano, per un totale di spesa di 25.376 euro, equamente ripartiti, per le prestazioni riguardanti progettazione esecutiva, direzione lavori, sicurezza e coordinamento in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori. Sempre nel centro storico, in particolare in via Vivarelli, vanno inoltre avanti i lavori relativi al muro di contenimento in cemento armato, dopo il crollo avvenuto lo scorso mese di giugno.

Gli scavi hanno riportato alla luce due cunicoli utilizzati proprio durante la guerra come rifugio dagli abitanti di Porto Santo Stefano e, come intenzione dell’amministrazione, in futuro saranno probabilmente lasciati in vista, una volta decisa la modalità d’uso. È comunque intenzione realizzare un murales da dipingere proprio sul muro di prossima ultimazione, che potrebbe avere come tema proprio quello dei bombardamenti del 1943.

Inoltre, è obiettivo dell’amministrazione quello di affidare l’incarico di acquisire un’altra progettazione esecutiva, per evitare infiltrazioni di acque chiare e scure in via Vivarelli, anche per evitare contenziosi con i proprietari degli immobili presenti. La progettazione esecutiva consentirà di migliorare l’erogazione dei servizi primari, acqua e fognature chiare, nonché la pavimentazione andata pian piano deteriorandosi, cercando di evitare quindi pericoli per la pubblica incolumità causati dal cattivo stato manutentorio del manto stradale. L’incarico è stato affidato agli ingegneri Alice Galoppi di Follonica e Alberto Rabai di Grosseto

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