Il Tirreno

Grosseto

Elezioni: prima il metodo, poi il nome

di Gabriele Baldanzi
Elezioni: prima il metodo, poi il nome

Il segretario regionale Parrini vuole definire il progetto amministrativo. Borghi manda in fibrillazione il partito

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GROSSETO. Prima l’assessore (ed ex consigliere regionale) Giancarlo Tei, che dichiara di voler partecipare a eventuali primarie. Poi l’intervista al Tirreno del vicesindaco di Grosseto Paolo Borghi, con cui manifesta la propria disponibilità a candidarsi a sindaco. Da qui si innesca l’effetto domino. C’è stata insomma un’accelerazione sull’agenda politica del Pd. Fibrillazioni e arrabbiature, ovvio. Il segretario provinciale Marco Simiani anche ieri ha detto di voler aspettare prima di fare dichiarazioni. Questione di serietà, dice. Ma l’uscita allo scoperto dell’assessore prima e del vicesindaco dopo hanno preso in contropiede tutti. Lo si capisce dalle dichiarazioni a denti strette di Leonardo Marras e Saimo Biliotti. Borghi ha scosso il Pd, ma il Pd non lo ha sconfessato come pure poteva accadere. A molti non è piaciuto il metodo, è sicuro. Borghi è ancora della partita e deve darsi una calmata, questo è il messaggio. Non deve dare l’impressione di voler imporre la sua candidatura a tutti i costi. Le segreterie provinciale e comunale hanno le loro liturgie. Qual è il problema? Perché – a ogni livello – si nicchia e si riflette? Il nodo si ingarbuglia a Firenze. In Toscana, la prossima primavera, si voterà in due grandi centri: Sesto Fiorentino (la Gavorrano d’Oltrarno, con un Pd autolesionista al punto da sfiduciare il proprio sindaco) e Grosseto (dove il ballottaggio è certo, ma non altrettanto la vittoria del centrosinistra). I democratici rischiano quindi di battere una doppia musata proprio in Toscana, la terra di Matteo Renzi. Il segretario regionale Dario Parrini vuole scongiurare questo scenario in ogni modo. E chiede cautela nelle scelte, coesione, un coinvolgimento più ampio possibile di ambienti fuori dal partito, infine l’impegno massimo di tutti i big. E sondaggi, fin da adesso, per testare il clima e il gradimento dei potenziali primi cittadini. Da Firenze si pretende il miglior candidato possibile, al punto da aver inserito nella consultazione telefonica (per misurarli) anche Marras e la Bramerini. Insomma, tutti in discussione.

Commenta Dario Parrini. «Non c’è molto da dire. Apprezzo e condivido la decisione del partito locale di dedicare nelle prossime settimane tutte le energie al confronto di merito con i cittadini, l'associazionismo e le imprese grossetane. Abbiamo bisogno di discutere pubblicamente e a fondo di cose fatte e da fare. Le discussioni sui nomi in questo momento sono premature e sicuramente poco utili. In questa fase non interessano ai cittadini e interessano poco anche al segretario regionale. Ne parleremo quando sarà il momento, in maniera aperta e intelligente. Ora dobbiamo impegnarci a costruire una credibile e positiva proposta di governo, partendo dalle cose buone fatte in questi anni alla guida della città».

Sul fronte opposto il centrodestra, dopo dieci anni di amari bocconi, torna a nutrire speranze di successo. Le riunioni hanno cadenza settimanale. I nomi che circolano sono quelli del presidente di Grosseto Fiere e Confagricoltura Anton Francesco Vivarelli Colonna (gradito a Fratelli d’Italia e Forza Italia: «Ricorda il primo Antichi..») e Fausto Turbanti, leader del comitato “Uniti per una Maremma migliore”, che chiede più sicurezza e decoro (piace alla Lega).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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