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la sentenza della cassazione

Abusi su una bambina Imprenditore condannato

Abusi su una bambina Imprenditore condannato

FOLLONICA. La Cassazione ha confermato la condanna di primo e secondo grado: cinque anni per aver abusato sessualmente di una bambina di 11 anni, figlia della sua ex compagna. E ora, per un...

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FOLLONICA. La Cassazione ha confermato la condanna di primo e secondo grado: cinque anni per aver abusato sessualmente di una bambina di 11 anni, figlia della sua ex compagna. E ora, per un imprenditore di 52 anni di Follonica, si apriranno le porte del carcere. È una vicenda che risale a cinque anni fa quella che si è chiusa con la conferma della condanna in Cassazione. L’uomo, separato e con due figli, aveva una relazione con una donna dell’Emilia-Romagna, madre di una bambina di 11 anni.

Tutto sarebbe cominciato durante un viaggio che la coppia aveva fatto in Thailandia. Lì, l’uomo, avrebbe abusato la prima volta della bambina. Episodi che poi si sarebbero verificati di nuovo, una volta tornato nella città dove viveva e dove viveva anche la sua compagna. La bambina, al tempo, non riuscì subito a dirlo alla mamma. Tenne il segreto per sé per ben due anni, fino alla vigilia del suo quattordicesimo compleanno. Poi quando la donna si lasciò con quell’uomo, la ragazzina raccontò quello che era successo. Racconti che furono confermati dai controlli medici ai quali la piccola fu sottoposta.

L’imprenditore si è sempre opposto a quella denuncia. Tanto da far intervenire anche l’ex moglie, che ha denunciato la donna e la ragazzina. Denuncia che si è chiusa con un nulla di fatto: i giudici hanno creduto al racconto della ragazzina, nonostante che l’imprenditore avesse anche nominato come consulente la criminologa Roberta Bruzzone.

Il cinquantaduenne, da qualche mese, è tornato a vivere nella città del golfo dove ora è arrivata la doccia fredda: la Cassazione ha confermato la condanna a cinque anni. Undici mesi, l’uomo, li ha già scontati agli arresti domiciliari. Ora si aprirà il processo in sede civile per l’imprenditore con una richiesta di risarcimento danni di 850.000 euro per la minore, 400.000 mila per la madre, 300.000 per la sorella e altri 300.000 per il padre non convivente.(f.g.)

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