Passioni d'autunno, il vademecum per chi cerca funghi
Grosseto: mappa delle zone clou, consigli, curiosità e persino esperimenti per essere un cercatore doc
GROSSETO. Ci siamo. È in arrivo la fungata bis dopo l’assaggio di fine agosto-inizio settembre. L’Amiata e l’entroterra della Maremma sono da sempre zone praticate dai cercatori di funghi e nei prossimi giorni saranno di nuovo centinaia gli appassionati che si avventureranno nei boschi imbracciando il paniere. Non solo i nativi, ma anche cercatori provenienti da altre province.
La mappa. Destinazione, il comprensorio di Roccastrada-Civitella-Paganico, le Colline Metallifere, le pendici del monte Amiata. Gli esperti, coloro che ogni settimana osservano i dati meteoclimatici, sostengono che, nonostante un pò di fastidiosa Tramontana, la fungata è imminente. E lo confermano gli anziani partendo dal loro bagaglio di sensazioni ed esperienza.
Le zone migliori. Se l’anno passato avevano dato gioie e soddisfazioni le macchie di Punta Ala, Scarlino, fino a Tirli e Buriano, a giugno 2015 le segnalazioni positive erano arrivate dai boschi di Magliano e Montorsaio, dalla zona di Massa Marittima. In questo primo scorcio d’autunno l’esercito dei fungaioli si sta invece spostando in massa verso l’Alta Maremma, in particolare le macchie che uniscono come una cerniera le province di Siena e Grosseto. Le piogge, la temperatura sempre gradevole, una discreta umidità e le lievissime folatine di vento da nord est, gradiente ottimale per l’innesco delle muffe fungine, qui potrebbero aver fatto di nuovo la differenza.
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Quando e perché. L’uscita del porcino viene vissuta da molti come una sorta di piccola magia, in realtà altro non è che la conseguenza di una combinazione a suo modo perfetta tra umidità relativa e temperature calde, che fanno esplodere la fioritura di muffe. Un’altra condizione essenziale è che il vento non volti a Tramontana.
Caldo e umidità. Ovviamente sia il caldo che l’umidità non devono essere eccessivi. Nell’ultima decade di agosto, per esempio, nell’entroterra grossetano, il calore non è riuscito a penetrare completamente dentro la macchia, smorzato dall’umidità notturna. Si è evitato così, fortunatamente, il danneggiamento dello sviluppo del fungo. In questo periodo inoltre boschi e castagneti sono rimasti minimamente umidi e le temperature (la minima e la massima), si sono mantenute nei limiti di stagione. Purtroppo poi è arrivata un po’ di Tramontana a disturbare.
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Il previsore fungino. Indossare i panni del Bernacca dei funghi è un’impresa complicata. Eppure c’è chi – come Mario Amerini, professione ingegnere – in passato c’ha provato, incrociando le cifre delle precipitazioni ricavate dai quaranta pluviometri del territorio maremmano con le temperature e i rilevamenti sull'umidità effettuati da igrometri e il vento dagli anemometri, zona per zona, ed elaborando così - quasi per gioco - una sorta di mappa della probabilità fungina in provincia di Grosseto. I risultati potevano essere migliori… «Di certo - spiega - in Maremma i primi boschi da tenere sotto controllo sono le quercete e i castagneti, dove il sottobosco è un misto di erba, muschio, foglie e terreno scoperto. E i primi a comparire in questi habitat sono propri i tanto desiderati porcini (prevalentemente Boletus reticolatus e Boletus aereus)».
Curiosità. La geografia delle fungate ora la si può misurare attraverso il web. È una delle novità degli ultimi anni: una sorta di specchio dei tempi, del resto, nel quale rientra anche la passione per la ricerca del fungo. E sono le foto sui social network, spesso, a raccontare dove escono porcini e cucchi, in quali zone tentare l’avventura.
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