Lutto
Falsi dopo la caduta mortale Il pm chiede otto condanne
Operazioni ritenute illecite per regolarizzare la posizione di Angiolino Bardelli Contestati l’omicidio colposo in violazione della sicurezza e il favoreggiamento
GROSSETO. Il pubblico ministero Stefano Pizza ha chiesto la condanna per tutti e 8 gli imputati, come per la società Mario Gennari srl. Posizioni differenziate, gravità differenziate: ma comunque la condanna. Per la morte di Angiolino Bardelli, precipitato a 60 anni dal trabattello mentre non regolarmente assunto stava per iniziare un lavoro all’esterno di un casale a Casa Migliorini (Fonte Marina Alta) - un infortunio sul lavoro avvenuto l’8 settembre 2008 (la morte avvenne il 10 a Siena) - l’accusa è arrivata a chiedere anche 3 anni e 8 mesi.
È questa la pena richiesta per i due datori di lavoro, i fratelli Daniele e Spartaco Priore, titolari della Dsm Montaggi, imputati di omicidio colposo. «Sicuramente colpevoli, la loro responsabilità è fuori discussione come quella dell’ingegner Gianni Bartalucci», coordinatore, ha detto Pizza: «Non c’era il Piano operativo di sicurezza, non c’era un responsabile della prevenzione, i mezzi erano inadeguati». E il pm ha puntato il dito contro i due fratelli perché «avevano raccontato alla famiglia che Bardelli era andato autonomamente sul ponteggio. Invece di dare soccorsi e avvertire i familiari, prendono da Bardelli, a terra ancora “caldo”, i documenti di identità. E da quel momento partono le telefonate ai professionisti per regolarizzare la posizione di quest’uomo. Tutti ingenui i professionisti?».
Ieri pomeriggio il processo doveva terminare ma è stato aggiornato dal giudice Giovanni Puliatti alla prossima settimana per consentire alle difese di terminare i propri interventi (ieri hanno parlato solo le parti civili e alcuni difensori) e al pm di replicare.
Secondo Pizza, «i Priore non volevano solo evitare le sanzioni amministrative. Hanno fatto anche altro: hanno chiuso la società, non hanno risarcito, non hanno collaborato, non hanno ammesso le responsabilità. E i professionisti? Si sono prestati per avidità, per guadagnare qualcosa. No, le attenuanti non possono essere concesse. Il Tribunale dia un messaggio pedagogico», un insegnamento insomma.
Breve l’intervento, senza toccare i punti in diritto. E poi le richieste. Oltre a quella per i Priore (cooperazione colposa in omicidio colposo e falso), Pizza ha chiesto la condanna di Bartalucci a 3 anni e 6 mesi (omicidio colposo e falso); quella di Antonella Mescolini, madre dei Priore, a 1 anno e 4 mesi (falso e favoreggiamento); quella di Elisabetta Fanti, consulente del lavoro, a 1 anno e 4 mesi (stesse accuse); quella di Giorgio Mensi, commercialista, a 1 anno (falso); quella di Roberto Martini, medico legale (falso e favoreggiamento) a 1 anno; quella di Francesca Benelli, segretaria di Martini, a 7 mesi (falso e favoreggiamento). E infine una sanzione pecuniaria da 100mila euro per la Mario Gennari srl, sotto accusa perché affidataria dei lavori (una pena attenutata dopo la presentazione del modello organizzativo).
Uno degli imputati, il dottor Roberto Martini, aveva fatto una dichiarazione spontanea prima che il pm cominciasse a parlare: «Sono 28 anni che lavoro come medico legale, anche in questo Tribunale: se ciò che ho fatto è condannabile, devo essere condannato. Altrimenti no», ha premesso decidendo di spiegare il suo comportamento: «Non sono mai stato interrogato. Voglio dire che nel pomeriggio di quel giorno la mia segretaria fu contattata per questo infortunio. Io lo dico sempre a tutti: ’Non ci si può mettere in regola dopo, pagate la sanzione’. Però decisi comunque di prendere la ditta Priore e fissai gli appuntamenti per le visite. Il modulo lo mandiamo noi ma è la ditta che ci incarica. Quando ci fu la richiesta per Bardelli capii che volevano qualcosa che non andava. Comunque acconsentii a dichiarare che c’era stato chiesto un appuntamento per Bardelli. Ciò non implicava nulla di illecito: non c’era un certificato falso, io non ne ho mai fatti. E la mia segretaria non c’entra nulla: le responsabilità sono tutte mie».
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