Il dolore
Faenzi con Verdini, a destra volano stracci
Da Castiglione della Pescaia l’ira dei forzisti per la scelta dell’onorevole. E il “suo” Mat: «Tradisce»
GROSSETO. A guardar bene, l’unico in Maremma che l’ha salutata con un pizzico di nostalgia è stato Alessandro Antichi, quel sindaco che per primo le ha dato un incarico politico. Per il resto, sono solo attacchi e denunce di «tradimento» quelle lanciate a Monica Faenzi, dopo il suo annuncio dell’uscita da Forza Italia per passare al gruppo Ala di Denis Verdini.
Attacchi che arrivano direttamente dalla sponda che ha messo le ali alla deputata grossetana, dove è stata sindaco per ben dieci anni: Castiglione della Pescaia. «Qua non si è più fatta vedere», dice Angiolo Rumeni, presidente della sezione azzurra locale, riassumendo in una nota il malumore degli iscritti castiglionesi, per nulla felici di sapere che quel sindaco forzista rieletto due volte ora potrebbe andare sostegno del governo Pd di Matteo Renzi. «Un parlamentare non dovrebbe cambiare casacca _ continua Rumeni _ e quando non condivide più certi valori dovrebbe dimettersi e tornare a casa dal momento che non è il gruppo dove confluisce quello per cui è stato eletto».
Ci sono strascichi dentro Forza Italia per la rottura di Faenzi, soprattutto nei confini provinciali e non solo dentro al partito. Sul passaggio ad Ala interviene anche il Mat, Movimento Autonomo Toscano, il soggetto che per primo l’ha lanciata, che non dimentica il suo esordio sul grande palcoscenico della politica. «Candidata capolista del Mat a Grosseto, il giorno dopo candidata a sindaco del Comune di Castiglione della Pescaia: iniziò così, con un tradimento, la sua folgorante carriera _ si legge in una nota del movimento _ E oggi che fa? Tradisce anche il suo vetusto benefattore (Silvio Berlusconi) per andare a servizio dei comunisti che doveva combattere».
Ma le parole più dure arrivano proprio da Castiglione della Pescaia. «La città non ne sentirà certamente la mancanza _ incalza Rumeni _ dopo il pasticciaccio della mancata accettazione della lista di centrodestra alle ultime elezioni comunali, poiché l’onorevole Faenzi per quattro anni non si è fatta più vedere a Castiglione e la sua sbandierata presenza sul territorio è quantomeno inopportuna».
Eppure, nelle ultime elezioni politiche (2013), la deputata ha strappato il rinnovo dell’incarico anche grazie ai voti arrivati dalla cittadina balneare; ma dopo l’avvicinamento di Verdini a Renzi (vedi il voto favorevole alla riforma della Buona Scuola, quello della Faenzi compreso), molti azzurri castiglionesi hanno capito che la rottura era vicina. Si è concretizzata solo tre giorni fa, basata a detta della deputata sulla spinta innovatrice ormai svanita dentro il partito berlusconiani.
Ma Rumeni non vuol sentir parlare di queste motivazioni. «Basta scorrere la lista dei nomi aderenti all’alleanza liberal popolare per capire quali innovazioni vogliano portare come il gattopardo, cambiare tutto per non cambiare nulla» dice, concludendo poi con una stoccata a quel governo che l’ex sindaco è pronto (almeno in parte) a sostenere: «Il governo Renzi a cui l’onorevole Faenzi si accinge a prestare soccorso, non è stato eletto dagli italiani».
Anche Aldo Iavarone, che dell’allora sindaco castiglionese fu assessore, condivide ben poco la nascita del gruppo Ala. «Non so se viene da ridere o da piangere» dice, trovando d’accordo altri simpatizzanti azzurri. «Quando si fanno scelte politiche si dovrebbe pensare anche a chi ti ha dato la propria fiducia e il proprio voto e magari adesso si ritrova con Verdini nel centro sinistra».
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