Il Tirreno

Grosseto

Borghi si candida ma il Pd non fa festa

di Gabriele Baldanzi
Borghi si candida ma il Pd non fa festa

Silenzi o mezze frasi nel partito dopo la sortita del vicesindaco

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GROSSETO. Silenzio, prudenza, parole misurate con attenzione. L’uscita allo scoperto del vicesindaco Paolo Borghi sembra aver preso in contropiede tutti. Dagli alleati agli amici-compagni del Partito democratico.

Il segretario provinciale Marco Simiani, notoriamente loquace, preferisce prendere tempo e non risponde al telefono. Solo un sms: «Sono in direzione, ci sentiamo domani».

Il segretario dell’unione comunale Saimo Biliotti è invece disponibile ma telegrafico: «Resto su quanto dissi a giugno: quella di Paolo è un’ambizione legittima, comprensibile. In questa fase, però, c’è un altro percorso da fare e io da segretario comunale garantisco quel percorso, cioè la ricerca di un’intesa ampia e di una candidatura unitaria. Tutto il resto viene dopo».

Anche Leonardo Marras commenta brevemente, controvoglia: «Sapevo che sarebbe uscita un’intervista e mi aspettavo più o meno quello che Paolo ha detto. Sono solo un po’ sorpreso dalle parole su Giovanni Lamioni. Per il resto dichiarazioni condivisibili, a partire dal ragionamento sulle primarie». A proposito di Lamioni, per inciso, nell’intervista pubblicata ieri dal Tirreno Borghi ha confermato di aver incontrato un paio di volte l’ex presidente della Camera di commercio, negando tuttavia (ma senza troppa convinzione) di averci stretto accordi.

Ieri mattina intanto Paolo Borghi era a Firenze, dove ha incontrato il segretario regionale del Pd Dario Parrini. Un’ora di colloquio, di cui però non si conoscono gli argomenti e l’esito. Di certo c’è che prima di qualsiasi benedizione _ a Borghi o ad altri _ i livelli regionali del Pd vogliono conoscere il risultato di un sondaggio recentemente commissionato a Luca Comodo, responsabile del Dipartimento politica dell’istituto Ipsos. Con questa consultazione telefonica a campione verranno valutati, tra gli altri, la popolarità e il gradimento dei principali big della politica locale, a partire dallo stesso Borghi, Anna Rita Bramerini, Leonardo Marras. Si misurerà anche l’intenzione di voto e l’appeal dei presunti avversari.

Se il Pd grossetano non dovesse trovare un’intesa sull’attuale vicesindaco o su un altro candidato, il ricorso alle primarie sarà inevitabile. D’altra parte già si profilano le prime disponibilità: quella ufficiale del Psi («Noi un autorevole candidato lo mettiamo in corsa sicuramente»), quella che si sarebbe palesata in alcune riunioni correntizie da parte dell’assessore Giancarlo Tei e ora quella dello stesso Borghi.

A dire la verità da tempo, in città, circola anche un altro nome, una figura autorevole, proveniente dalla “società civile”: il direttore dell’Associazione industriali Antonio Capone. Non è iscritto al Pd, ma piace sia a Simiani che a Biliotti.

Infine il commento di Francesco Giorgi (segretario provinciale del Psi e numero due del partito a livello toscano): «Come ho già detto giorni fa al Cassero, da alleato, non entro nelle vicende interne di altri partiti. Attendo i passi che farà il Pd sul piano della individuazione del metodo di scelta del candidato sindaco. Per quanto riguarda la presa di posizione di Paolo Borghi, ritengo legittimo che il vicesindaco pensi a una propria proposta».

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