Sicurezza
Al Giglio sciopero no stop per l’istruzione
Bloccata ancora l’uscita dal traghetto e la Festa delle Cantine farà da cassa di risonanza alla protesta
ISOLA DEL GIGLIO. «Dritti verso l'obiettivo. Sciopero ad oltranza». Questo l'imperativo dei genitori gigliesi che da una settimana, ogni mattina (la manifestazione si è interrotta solo per un giorno), scendono in piazza per chiedere che la scuola del Giglio non sia destinata ad una morte certa.
«Senza la scuola l'isola muore», «Non siano numeri, lo studio è un diritto»: sono alcuni degli slogan che ripetono ad alta voce mattina dopo mattina, da quando è iniziato il nuovo anno scolastico. Dal 15 settembre. Ogni giorno stesso copione.
Anche ieri mattina stessa cosa. Si sono dati appuntamento davanti alle scuole e in corteo sono andati verso Giglio Porto. Qui si sono piazzati davanti l'uscita del traghetto e non hanno fatto scendere i passeggeri e i mezzi. Un loro modo per sensibilizzare chi arriva sull'isola su quelli che sono i problemi degli studenti gigliesi che si trovano in gravi difficoltà non vedendosi riconosciuto - come dicono da giorni - “il loro diritto allo studio”.
In questi giorni sull'isola del Giglio si svolge la festa delle cantine e di questo i manifestanti hanno approfittato per cercare di rendere ancora più noto il problema.
Gli isolani hanno fatto molto di più che manifestare. Da giorni, lasciano i loro figli a casa. Nessun bambino dell'isola va a scuola. E così sarà anche la prossima settimana e forse quella ancora fino a quando non saranno garantite le ore di studio che sono previste. «Questa volta – dice Barbara Galeotti, rappresentante di istituto – andremo avanti fino a che non raggiungeremo il nostro obiettivo». A rimanere a casa, la prossima settimana saranno di sicuro i ragazzi della scuola media: undici alunni per i quali non sono garantite le trentadue ore di studio previste. Cosa faranno i bambini delle elementari i genitori lo stavano decidendo ieri.
A sostegno dei genitori è sceso in piazza anche il sindaco dell'isola, Sergio Ortelli, che ha sempre sostenuto che «lo Stato ha un debito nei confronti del Giglio che sarebbe opportuno saldasse». L'isola non si arrende e va avanti per la sua strada. Studiare è un diritto. I gigliesi non vogliono essere dei numeri. Abitano un'isola, hanno una loro identità alla quale non vogliono rinunciare. Perdere la scuola sarebbe infatti come perdere parte della loro identità.
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