La manifestazione
Asini, suini, pecore: il volto unico d’Amiata
Sulla montagna si allevano animali unici al mondo: un convegno fa il punto sulla biodiversità
CINIGIANO. Il volto “biodiverso” del Monte Amiata: asino sorcino crociato, suino nero, pecora amiatina e altro ancora. Se ne parla in un convegno che si tiene a Monticello Amiata, organizzato dall’associazione culturale Casa museo di Monticello Amiata domani alle 9,30, dal titolo “Ruolo del volontariato per la salvaguardia delle biodiversità: animali e vegetali del monte Amiata”.
Una fotografia di una montagna che ospita eccellenze animali, specie rare e in via di estinzione prima che qui fossero riprodotte e tutelate. Il suino nero, splendido e storico animale che, non sopportando la vita in allevamento e dovendo crescere allo stato semibrado, era quasi scomparso. Ma all’azienda agricola Il Felcetone di Seggiano, guidata con passione e testardaggine dalla dottoressa Giovanna De Cola e da Maria Antonietta De Devitiis, di suini neri (detto anche macchiaiola maremmana) adesso ce ne sono quasi cento capi. L’attività è iniziata nel 2005 e oggi si allevano suini da riproduzione e mensa.
Una faticaccia, un lavoro certosino a cui, però, sono in molti ad aver creduto, quando la scommessa di far riprodurre di nuovo il suino nero partì da soli 3 esemplari. Poi la storica pecora amiatina, discendente diretta della cosiddetta pecora comune toscana, “nostrale” o “vissana”, ampiamente presente nella Toscana centrale o meridionale nella prima metà del XIX secolo e quasi scomparsa agli inizi del XX secolo. Oggi, invece, se ne contano centinaia di esemplari sul Monte Labro di Arcidosso e a Roccalbegna in particolare.
Ma il re delle biodiversità è l’asino sorcino crociato dell’Amiata, sulle cui origini genetiche non ci sono ancora sicurezze. Ma la teoria più affermata dagli esperti in materia sosterrebbe l’antica provenienza dall’asino della Nubia dal quale quello amiatino avrebbe ereditato la caratteristica croce di Sant’Andrea sulla schiena.
Parleranno di queste pregiate biodiversità, al convegno di Monticelli, il presidente della casa museo Franco Cherubini, il sindaco di Cinigiano Romina Sani, il presidente di Genomamiata Lorenzo Fazzi e poi gli stessi allevatori: Giovanna De Cola per il suino nero, Giacomo Pastorelli per la pecora amiatina, Maddalena Pastorelli per la fattoria didattica. A seguire interventi di Mario Apicella (i custodi amiatini delle biodiversità), Luca Arzilli segretario regionale allevatori toscani, Susanna Cenni, commissione agricoltura alla camera, prima firmataria proposta legge su biodiversità.
«Con questa iniziativa – spiega Franco Cherubini – vogliamo proseguire un lavoro già iniziato con “artificia necessaria” dello scorso agosto 2015 dove erano stati inseriti spazi dedicati alle razze autoctone amiatine. L’associazione casa museo ha per statuto il compito, tra l’altro, di occuparsi della ricerca e salvaguardia delle tradizioni locali ed in particolare di quelle del territorio amiatino per cui abbiamo scelto quest’anno parlare di quelle specie animali e vegetali originarie di questo territorio che in questi anni grazie al lavoro e la ricerca di alcune associazioni e di imprenditori privati ancora sono presenti nell’Amiata».
L’iniziativa è patrocinata dal Cesvot con la collaborazione di Comune di Cinigiano, rete museale dell’Amiata, Genomamiata, Associazione per la valorizzazione della castagna Igp del Monte Amiata. (f.b.)
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