Sicurezza
Annino: «Smaltire rifiuti in altro modo»
È stato una delle figure più discusse di tutto il procedimento, con la sua relazione di parte e la esclusione dal tavolo della conferenza dei servizi per le nuove autorizzazioni a Scarlino Energia, e...
È stato una delle figure più discusse di tutto il procedimento, con la sua relazione di parte e la esclusione dal tavolo della conferenza dei servizi per le nuove autorizzazioni a Scarlino Energia, e ben presto sarà consulente in sede civile per una class action contro l’inceneritore. Del resto, questo è sempre stato il suo campo. Ora Vincenzo Annino, ingegnere chiamato nelle grane scarlinesi dal fronte del no, ha pure scritto un manifesto dal titolo «verso una società post-discariche e post-incenerimento».
Un documento in cui l’esperto, oltre che a spiegare tecnicamente i vantaggi sotto tutti i punti di vista delle tecniche alternative per lo smaltimento dei rifiuti, dice a chiare lettere questo obiettivo «non può essere immediato»: non solo per carenza di sensibilità, ma «anche oggettivamente, in quanto è legittimo cercare di ottener resa da investimenti ormai fatti, anche se non coerenti con l’obiettivo citato, e salvaguardare esistenti posti di lavoro non immediatamente trasformabili». Così scrive Annino, annunciando che per tagliare il traguardo sarà necessario per forza di cose un «periodo di transizione», per cui «occorre approfondire i temi, evitando di cadere in derive strumentali, così tipiche della materia, e accettando che chi deve governare sia messo in grado di gestire i conflitti anche attraverso moderazione e mediazioni». Una linea già sentita dal fronte del No, che predica l’avvio di politiche di conversione, anche in un’ottica di salvaguardia di posti di lavoro. Anche perché i dubbi sull’inceneritore scarlinese restano per Annino, nuove autorizzazioni o meno.
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