Il Tirreno

Grosseto

Maggioranza spaccata sul caso Maiano

di Ivaan Agostini

Anche il consigliere Moroni chiede a Cinelli un passo indietro: «Non vendere la scuola simbolo della lotta al nazifascismo»

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MAGLIANO. «Mi auguro che il sindaco Diego Cinelli ritiri la delibera di alienazione della scuola di Maiano Lavacchio». Si spacca la maggioranza maglianese sulla vendita della scuola di Maiano Lavacchio. Perché a chiedere al sindaco di Magliano di tornare sui suoi passi stavolta non è l’opposizione ma un consigliere di maggioranza, Davide Moroni.

«In questi giorni – scrive Moroni – abbiamo assistito a molte polemiche sulla vendita della scuola di Maiano Lavacchio e come consigliere di maggioranza, ben conoscendo la storia del mio comune, voglio fare un po’ di chiarezza su questa vicenda».

Moroni è concorde col suo sindaco nell’affermare che la scuola in vendita non fu quella dove furono processati i ragazzi prima della strage ad opera dei fascisti «perché fu costruita dall’Ente Maremma solo nel Dopoguerra. Il luogo interessato alla vicenda si trova invece dove è l’attuale ristorante».

Questo però non scalfisce la convinzione di Moroni che quella vendita non vada portata avanti. «La passata amministrazione – dice il consigliere – non si è mai impegnata per la riqualificazione dell’edificio che, quindi, negli anni, è andato sempre più deteriorandosi. Ed è per questi motivi che l’attuale amministrazione ha voluto mettere in vendita l’immobile».

Nonostante questo Moroni sottolinea come il luogo nel suo complesso sia diventato «un simbolo della lotta al nazifascismo». Per questo chiede a Cinelli di ritirare la delibera di alienazione.

Il consigliere chiede poi «alle istituzioni, ai sindacati e alle associazioni di mettersi intorno ad un tavolo per avviare un progetto serio di recupero e valorizzazione dell’immobile e dell’intera zona». 

Moroni vorrebbe che Maiano Lavacchio diventasse un luogo della memoria per i Martiri d’Istia.

Tutta l’opposizione conferma intanto il proprio dissenso sull’operato di Cinelli. Il sindaco nei giorni scorsi ha punzecchiato la minoranza, ricordandole che era presente quando il consiglio ha assunto la decisione di vendere la scuola e che non ha detto nulla.

«Noi c’eravamo – conferma Eva Bonini di Viva Magliano Viva – ma abbiamo votato contro questo piano delle alienazioni perché poco trasparente e senza una visione strategica». L’opposizione fa notare come siano stati aggiunti e tolti immobili «senza nessun confronto con la minoranza e i cittadini, cambiando opinione molto facilmente e dando l’impressione di inseguire un consenso momentaneo».

Sulla scuola di Maiano Lavacchio Bonini ricorda che il sindaco si era impegnato per inserirla nel progetto “Percorsi della memoria” e ricorda anche che, sulla realizzazione di un memoriale a Maiano, Cinelli disse che «sarebbe stato forse visitato da tre persone». «Ne è sicuro? – chiede Bonini – La sua dichiarazione è molto grave, a nostro avviso, e molto restrittiva culturalmente. Lo invitiamo a riflettere».

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