La manifestazione
Indagini sul rogo del capannone
Un esperto viene incaricato di compiere un accertamento tecnico
ARCILLE. Vanno avanti le indagini sull’incendio che la sera di domenica 6 settembre ha distrutto la rimessa di Daniele Gallorini, in località Sticcianese di Arcille. Vanno avanti con un accertamento tecnico, che inizierà oggi con l’assegnazione dell’incarico a un funzionario dei vigili del fuoco.
La Procura vuole far luce completa sulle origini dell’incendio che secondo il proprietario del capannone è doloso e che ha causato danni stimati dallo stesso Gallorini in 250 mila euro. Un danno spaventoso per la normale attività lavorativa di campagna del presidente dell’Atletico Arcille, che ha potuto contare sulla solidarietà concreta dei vicini, che gli hanno prestato le attrezzature necessarie. Nel rogo sono bruciati un trattore nuovo, un Massey Ferguson, dal valore stimato in 70mila euro, tre auto usate (una Golf, una Megane e una Jeep Discovery) per 15mila euro, uno scooter da 2mila euro, dieci macchine per la raccolta delle olive da oltre 2500 euro l'una, una botte irroratrice per medicare frutta e vigneti da 5mila euro, una macchina zolfatrice da 3mila euro. Più il crollo del tetto del capannone. Era stato il secondo incendio che aveva interessato Arcille, dopo quello della Sagra del Porcino di metà di agosto: anche per quell’episodio - per il quale sono corse accuse incrociate tra gli organizzatori (Gallorini ha organizzato quella “rivale”) - sono in corso indagini. Elismo Pesucci, non indagato, è stato avvertito dell’accertamento di oggi. (p.s.)
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