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Corruzione, sospetti sulle notti in hotel

Corruzione, sospetti sulle notti in hotel

Ma una testimone scagiona l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del Giglio: «Da noi ha sempre pagato»

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ISOLA DEL GIGLIO. L'accusa è ben individuata: aver cercato di vedersi favorito l'iter di realizzazione di 12 appartamenti a Campese donando un costoso orologio e non facendo pagare i costi dei soggiorni in albergo al capo dell'ufficio tecnico di Isola del Giglio. Corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, con 4 imputati (più le due società di riferimento), è l'ipotesi di reato per il quale si sta celebrando il processo di fronte al collegio del Tribunale per fatti relativi al 2007-2009 nei confronti dell'ingegner Giovanni Battisti, i fratelli Paolo e Roberto Cecconelli proprietari di albergo e il loro tecnico di fiducia Giovanni Battista Franco (imputate anche la Palocco Immobiliare e la Giglio Immobiliare).

Ma Battisti pagava o no le notti in albergo? «Sì - risponde al pm Pizza l'allora direttrice e ad dell'hotel Arenella, Enrica Muti, in causa con i Cecconelli perché non più pagata da una certa data - Ogni certo numero di soggiorni facevo una ricevuta, anche se non ricordo il prezzo. Battisti, che io conoscevo per averlo incontrato in Comune all'epoca in cui l'albergo voleva realizzare un ambulatorio di fisioterapia (pratica non andata a buon fine), pernottava una volta alla settimana. E nessuno dei Cecconelli mi ha mai detto di non farlo pagare». A Capodanno? «A Capodanno fu mio ospite personale, con la moglie, la figlia e il suo fidanzato: non pagò». Franco? chiede il difensore Nicoletti: «Franco non ha mai pernottato all'Arenella». L'architetto Maioli? «Veniva anche lei, è un'amica di mia cugina: veniva al Giglio perché era in commissione ambientale». Nicoletta Maioli, chiamata a testimoniare, preferisce non rispondere (era stata prosciolta all'udienza preliminare).

Perché Battisti dormiva sull'isola? Per motivi legati al suo lavoro, non essendo residente. Faceva così anche il suo collaboratore, l'istruttore Michele Costanzo, abitante a Grosseto: il geometra ha spiegato che talvolta capitava di restare sull'isola anche nella notte tra il martedì e il mercoledì, i giorni di presenza al Giglio. «Abbiamo dormito in un residence al Capese, al Bahamas, all'Arenella, di nuovo al Bahamas una volta che l'inchiesta era iniziata. Al residence ero ospite suo. Al Bahamas dormivamo nella stessa stanza, per risparmiare, e pagavamo a metà. Battisti non mi chiese nulla in denaro per le notti all'Arenella. Io non avevo rimborsi dal Comune per l'alloggio al Giglio».

Breve la testimonianza di Mario Pellegrini, vicesindaco, che ha ricordato che la sua giunta aveva trovato Battisti come responsabile e un ufficio con tanto arretrato, circa 100 pratiche paesaggistiche. «La gente brontolava, avemmo buon gioco nelle elezioni. Scegliemmo un dirigente diverso, temporaneamente, e poi facemmo un concorso. Noi avevamo bisogno di qualcuno che stesse sull'isola più di due giorni a settimana. Non era una questione sulla persona». Altri testimoni a gennaio.(p.s.)

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