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Grosseto

Cantoniera ancora chiusa La rabbia dei disabili

di Andrea Capitani
Cantoniera ancora chiusa La rabbia dei disabili

Argentario, per il sindaco «è ingiusto aprirla ai 500 titolari di tesserini handicap» Iacopo Melio, paladino dei diritti degli esclusi: «Tutta la mia solidarietà ad Anmil»

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MONTE ARGENTARIO. Ordinanza attiva tutto l’anno. La Bretella della Cantoniera rimarrà chiusa al traffico dalle 9 alle 20 anche durante l’inverno, restando area ciclo-pedonale. Sarà consentito l’accesso a veicoli e ciclomotori solo dalle ore 20, rispettando il segnale semaforico all’ingresso della prima galleria che conduce alla spiaggia della Cantoniera. Nessuno potrà entrare con i propri mezzi a motore, e lo stesso vale per chi ha il tesserino per disabili.

Nel frattempo, il 6 settembre è terminato il servizio navetta per le spiagge. «Chi vuole andare ci va per passeggiare in tranquillità - puntualizza il sindaco Arturo Cerulli - Rimane dunque in vigore l’ordinanza attuale. Non sarebbe giusto aprire ai circa 500 possessori di tesserini per disabili presenti all’Argentario, altrimenti dovremmo aprire a tutti. Si potrà eventualmente passare con un permesso temporaneo solo di fronte a specifiche situazioni di emergenza. In ogni caso in inverno lo stabilimento balneare è chiuso».

La cosa non va giù ai membri dell’Anmil (associazione nazionale Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) che già le scorse settimane avevano espresso perplessità sul servizio navetta a chiamata estivo per i disabili, da prenotare il giorno prima. «Per una persona con grave disabilità - dice il consigliere nazionale Anmil, David Magini - non è facile decidere cosa potrà fare il giorno dopo, quindi non sa se le condizioni fisiche permetteranno lo spostamento con la navetta e se dovrà andare via per esigenze personali. Dunque questo bus a chiamata è una mancanza di rispetto per le persone con disabilità. Andavo alla Cantoniera da oltre 15 anni - prosegue - dato che c’era un parcheggio riservato ai disabili e una rampa di accesso, invece così non ci possiamo neanche andare a prendere un caffè o a guardare il mare». Tutto questo, secondo Magini, «viola il codice della strada che dice che dove è consentito l’accesso a qualsiasi mezzo anche se di soccorso, lo deve essere anche per i veicoli adibiti al trasporto disabili muniti di contrassegno, purché non arrechino intralcio alla circolazione. Dunque ci impediscono ingiustamente l’accesso e non ci mettono in condizioni di andarci “a piedi”. Tra l’altro il marciapiede non è accessibile alle carrozzine. Alla sede centrale Anmil di Roma sono già informati della questione, vedremo come muoverci».

La solidarietà arriva anche dall’associazione nazionale #vorreiprendereiltreno. «Da più di un anno - racconta il presidente fiorentino Iacopo Melio - porto avanti questa campagna di sensibilizzazione all'accessibilità totale, perché spostarsi liberamente significa soprattutto essere cittadini attivi e partecipi. A Magini va la mia massima solidarietà, perché capisco quanto sia ingiusto dover programmare la propria vita con permessi speciali e burocrazie superflue, che ostacolano ulteriormente la vita di un disabile. Anche se si trattasse di una strada secondaria non sarebbe una giustificazione. Amo il mare d’inverno: e se volessi passeggiare e respirare un po’ di aria buona o prendermi un caffè in quel tratto? Non vedo perché essere costretto ad andare altrove quando tutto è risolvibile con la buona volontà».

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