Cantoniera ancora chiusa La rabbia dei disabili
Argentario, per il sindaco «è ingiusto aprirla ai 500 titolari di tesserini handicap» Iacopo Melio, paladino dei diritti degli esclusi: «Tutta la mia solidarietà ad Anmil»
MONTE ARGENTARIO. Ordinanza attiva tutto l’anno. La Bretella della Cantoniera rimarrà chiusa al traffico dalle 9 alle 20 anche durante l’inverno, restando area ciclo-pedonale. Sarà consentito l’accesso a veicoli e ciclomotori solo dalle ore 20, rispettando il segnale semaforico all’ingresso della prima galleria che conduce alla spiaggia della Cantoniera. Nessuno potrà entrare con i propri mezzi a motore, e lo stesso vale per chi ha il tesserino per disabili.
Nel frattempo, il 6 settembre è terminato il servizio navetta per le spiagge. «Chi vuole andare ci va per passeggiare in tranquillità - puntualizza il sindaco Arturo Cerulli - Rimane dunque in vigore l’ordinanza attuale. Non sarebbe giusto aprire ai circa 500 possessori di tesserini per disabili presenti all’Argentario, altrimenti dovremmo aprire a tutti. Si potrà eventualmente passare con un permesso temporaneo solo di fronte a specifiche situazioni di emergenza. In ogni caso in inverno lo stabilimento balneare è chiuso».
La cosa non va giù ai membri dell’Anmil (associazione nazionale Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) che già le scorse settimane avevano espresso perplessità sul servizio navetta a chiamata estivo per i disabili, da prenotare il giorno prima. «Per una persona con grave disabilità - dice il consigliere nazionale Anmil, David Magini - non è facile decidere cosa potrà fare il giorno dopo, quindi non sa se le condizioni fisiche permetteranno lo spostamento con la navetta e se dovrà andare via per esigenze personali. Dunque questo bus a chiamata è una mancanza di rispetto per le persone con disabilità. Andavo alla Cantoniera da oltre 15 anni - prosegue - dato che c’era un parcheggio riservato ai disabili e una rampa di accesso, invece così non ci possiamo neanche andare a prendere un caffè o a guardare il mare». Tutto questo, secondo Magini, «viola il codice della strada che dice che dove è consentito l’accesso a qualsiasi mezzo anche se di soccorso, lo deve essere anche per i veicoli adibiti al trasporto disabili muniti di contrassegno, purché non arrechino intralcio alla circolazione. Dunque ci impediscono ingiustamente l’accesso e non ci mettono in condizioni di andarci “a piedi”. Tra l’altro il marciapiede non è accessibile alle carrozzine. Alla sede centrale Anmil di Roma sono già informati della questione, vedremo come muoverci».
La solidarietà arriva anche dall’associazione nazionale #vorreiprendereiltreno. «Da più di un anno - racconta il presidente fiorentino Iacopo Melio - porto avanti questa campagna di sensibilizzazione all'accessibilità totale, perché spostarsi liberamente significa soprattutto essere cittadini attivi e partecipi. A Magini va la mia massima solidarietà, perché capisco quanto sia ingiusto dover programmare la propria vita con permessi speciali e burocrazie superflue, che ostacolano ulteriormente la vita di un disabile. Anche se si trattasse di una strada secondaria non sarebbe una giustificazione. Amo il mare d’inverno: e se volessi passeggiare e respirare un po’ di aria buona o prendermi un caffè in quel tratto? Non vedo perché essere costretto ad andare altrove quando tutto è risolvibile con la buona volontà».
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