Il Tirreno

Grosseto

«Sono comunque luoghi simbolo»

«Sono comunque luoghi simbolo»

L’Anpi e i capigruppo di maggioranza ribadiscono: «Va preservata tutta l’area»

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GROSSETO. Ma la polemica non si placa. Ieri anche i capigruppo di maggioranza in consiglio comunale, a Grosseto, sono intervenuti nella questione inerente l’alienazione della scuolina/appartamento di Maiano Lavacchio, avviata dal Comune di Magliano in Toscana.

«Ci sentiamo nella condizione di dire la nostra per due ragioni: la prima – spiegano – è che il territorio interessato è limitrofo a quello che rappresentiamo, tanto è vero che nella sventurata vicenda si parla di “Martiri d’Istia”; in secondo luogo perché la memoria collettiva, sedimentata nel corso degli ultimi decenni, ci impone di prendere posizione. A nostro avviso i luoghi simbolici sono importanti come quelli fisici e il fatto che la scuola sia stata o meno interessata dal fatto di sangue, a nostro avviso, poco importa; l’importante è che la scuola, ovunque si trovasse in quel momento storico è il luogo dove i nazifascisti compirono il processo farsa ed emisero la condanna. La memoria condivisa ha archiviato la scuola come il luogo dove i ragazzi subirono le loro ultime umiliazioni».

Francesco Giorgi (Psi), Simone Marchetti (Centro), Daniela Piandelaghi (Pd) e Marcello Treglia (Grosseto Insieme), dopo aver sottolineato che a Maiano tutti gli anni si celebra la più importante cerimonia provinciale di ricordo della vittoria sul nazifascismo, si soffermano di nuovo sul simbolismo dei luoghi.

«Lì – proseguono – furono vigliaccamente trucidati dei ragazzini inermi da collaborazionisti e da occupanti nazisti soltanto perché essi erano renitenti alla leva. Per questo crediamo sia importante preservare la memoria dell’intero luogo geografico e per questo il sindaco Cinelli deve, a nostro avviso, ritirare il bene dalla vendita e cercare collaborazione per farne un luogo di studio e di memoria».

Disappunto viene espresso anche dall’Anpi di Grosseto “Elvio Palazzoli”: «Ci sono luoghi simbolo della memoria per i quali gli attuali distinguo del sindaco Cinelli appaiono per lo meno sospetti, anche in relazione al supporto che trovano in forze politiche dell’estrema destra del tutto minoritarie. Esprimiamo la nostra soddisfazione per il fronte ampio, che si è realizzato intorno al rifiuto della vendita e che ha raccolto associazioni e autorità su una posizione chiaramente antifascista». (g.b.)

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