Il Tirreno

Grosseto

Precarie Iside , il Comune ora non paga l’indennizzo

di Giovanna Mezzana
Precarie Iside , il Comune ora non paga l’indennizzo

Grosseto, il giudice riconosce a due dipendenti che chiedevano la stabilizzazione un risarcimento pari a venti stipendi. Palazzo civico fa appello contro la sentenza

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GROSSETO. È dal 2011 che tentano di farsi assumere: stabilizzare, dopo anni di precariato. Svanito questo sogno – così il giudice ha deciso – non riceveranno neppure un indennizzo: almeno per il momento, nonostante una sentenza abbia stabilito che a entrambe spetta questa “liquidazione”. Parliamo dell’annosa vicenda lavorativa di Deanna Corsi di Sticciano Scalo e Arianna Bisconti di Grosseto, entrambe dipendenti di Iside, l’organismo strumentale del comune di Grosseto per i servizi all’infanzia.

Le tappe. La loro avventura con Iside comincia tra il 2006 e il 2007: nei loro curricula però già figurano rapporti lavorativi con il Comune. Passano da un contratto a termine e l’altro perché – è ormai noto – il precariato non esiste solo nell’azienda privata. Nel 2011 chiedono la conversione a tempo indeterminato del rapporto a tempo determinato; chiedono, insomma, di essere stabilizzate: una volta per tutte, dopo una vita lavorativa a singhiozzo. La questione finisce davanti al giudice del lavoro. Nel 2011 Corsi e Bisconti non sono le uniche dipendenti di Iside che lavorano con un contratto a termine, ma a quanto risulta «furono le uniche a fare ricorso», spiega Monica Tocci, avvocato di entrambe.

La sentenza . Ad aprile dalla sezione lavoro del Tribunale di Grosseto arrivano due sentenze. Il giudice dà, almeno in parte, ragione alle lavoratrici. Stabilisce che sono effettivamente illegittimi i contratti a termine stipulati da Comune e Iside. E condanna i due enti a indennizzare le due dipendenti con una somma pari a venti mensilità.

Niente risarcimento. Il giudice stabilisce che hanno diritto ad essere risarcite, non assunte. Il posto di lavoro fisso non c’è: né per l’una, nè per l’altra. A distanza di cinque mesi dalle sentenze, però, non c’è neppure l’indennizzo. E per ora non arriverà. Perché il Comune – con una delibera della Giunta datata 15 settembre – ha deciso di «proporre appello avverso» alle due sentenze pubblicate il 22 aprile 2015. Insomma, resiste.

Un’altra attesa. «Per il momento – comunica l’avvocato Tocci – non abbiamo ricevuto alcuna notifica dell’atto di appello. In effetti il Comune ha ancora tempo, sei mesi dal giorno della sentenza, quindi fino al 22 ottobre». Deanna Corsi e Arianna Bisconti dovranno attendere ancora. Non è escluso che anche loro si appellino alla sentenza che decide per un risarcimento al posto dell’assunzione “vera”. Vedremo. Il braccio di ferro continua.

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