Sicurezza
Inceneritore, la bagarre arriva in Regione
Botta e risposta tra Leonardo Marras e i 5 Stelle sulla mancata discussione della mozione in consiglio
Se n’è discusso, molto e in modo animato, ieri in Regione. Ma non in giunta, chiamata a decidere sulle sorti delle nuove autorizzazioni, bensì in consiglio, dove Partito democratico e Movimento 5 Stelle non se le sono certo mandate a dire. Oggetto del contendere, ancora una volta, l’inceneritore di Scarlino, che ormai scalda anche le stanze fiorentine.
Duri i grillini, furiosi per la non calendarizzazione della propria mozione urgente con cui chiedevano lo stop all’iter autorizzativo per l’impianto a causa dell’assenza di un documento – dicono – fondamentale dal parere positivo dato dalla conferenza dei servizi.
Parlano della relazione di riferimento: strumento introdotto da Bruxelles per quanto riguarda gli impatti ambientali. Ma i pentastellati se la prendono soprattutto con il capogruppo Pd in Regione, il maremmano Leonardo Marras, che dal canto suo parla di «un’imboscata». «Ci meravigliamo per tutti ma soprattutto per Marras, consigliere grossetano, che sceglie di non ritenere importante discutere oggi di questo tema fondamentale per i concittadini del suo territorio – dicono i 5 Stelle - Non finisce qui, faremo di tutto per arrivare a fermare l’inceneritore di Scarlino Energia. Un’opera inutile, dannosa e pericolosa giù fermata dal Consiglio di Stato». Un attacco frontale, dovuta appunto alla mancata calendarizzazione della mozione. «Questa scelta fornisce carta bianca a Rossi per autorizzare l’inceneritore di Scarlino, in presenza di un’evidente irregolarità nel parere favorevole fornito dalla conferenza dei servizi – continuano i 5 Stelle - Con questo atto i consiglieri regionali Pd e Lega Nord hanno sancito l’illegittima riapertura dell’inceneritore di Scarlino e avvieranno tutte le conseguenze socio-sanitarie presenti». L’ex presidente della provincia però non ci sta a queste accuse e parla di «imboscata» da parte dei grillini.
«Presentano una gran quantità di mozioni solo per suscitare emozioni, non riescono nemmeno a rispettare le decisioni che si prendono in conferenza dei capigruppo, disconoscendo ciò che lì si discute – dice Marras - Mi accusano di menefreghismo nei confronti del mio territorio, ma sanno bene che non esistono strumenti che abbiano effetto su un'autorizzazione amministrativa a conclusione di un procedimento, come nel caso dell'inceneritore di Scarlino, tanto meno una mozione in consiglio regionale. Lavorare per il bene della propria terra vuol dire prima di tutto rispettare le regole. Prendere in giro il consiglio, invece, è ormai il loro modo di fare opposizione». (a.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
