Il Tirreno

Grosseto

Centro di prima accoglienza all’ex asilo

di Gabriele Baldanzi
Centro di prima accoglienza all’ex asilo

Accordo Comune-Coeso: le “scuolette” della Rugginosa sono definitivamente destinate a cura e smistamento dei profughi

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GROSSETO. Fino a quattro anni fa asilo infantile di campagna (poi trasferito per l’incompatibilità con il vicino impianto della Liquigas), il fabbricato che i grossetani conoscono come la scuolina della Rugginosa da una settimana è a tutti gli effetti “Centro di prima accoglienza per profughi”.

Il Comune di Grosseto ha assegnato i locali, in comodato d’uso gratuito, al Coeso - Società della Salute. Fino almeno al 2024 il complesso edilizio posto al margine della strada provinciale Aurelia Vecchia avrà un uso sociale.

La giunta guidata da Emilio Bonifazi lo ha deciso in una recente riunione, con il Coeso che in futuro provvederà a tutte le spese inerenti alla gestione del centro d’accoglienza, comprese quelle relative alle utenze, che nel frattempo sono state revocate.

L’offerta dei servizi di prima accoglienza per migranti richiedenti asilo è un’operazione che Coeso _ dal novembre 2014 _ gestisce insieme ad Asl 9 e Prefettura di Grosseto. Da ora in avanti l’amministrazione comunale, di fatto, viene sollevata da ogni e qualsiasi responsabilità penale e civile, in caso di uso scriteriato e anche per incidenti a persone o cose che dovessero derivare dalla gestione del bene stesso. Da qui, solo negli ultimi sei mesi, sono transitati 95 gruppi di profughi (più o meno numerosi) provenienti da 22 nazioni diverse di Africa e Asia.

I primi quattro gruppi (un centinaio di persone) furono in realtà ospitati prima nella palestra di Marina di Grosseto e poi nella palestra dell’istituto professionale, in città. Infine il Comune, proprio per la prima accoglienza, mise a disposizione l’ex scuola materna della Rugginosa e da qui sono passati tutti gli altri, ricevendo i primi soccorsi e le eventuali cure necessarie anche a garantire la sicurezza sanitaria della popolazione.

È nel periodo trascorso alla Rugginosa che i migranti decidono se presentare la loro richiesta di asilo. In quel caso la Prefettura li destina a una delle strutture di seconda accoglienza presenti sul territorio provinciale.

Fino a oggi dei quasi mille migranti (in prevalenza uomini, ma anche donne e bambini) che hanno toccato la Maremma ne sono rimasti circa 340.

Meno di settanta nel comune capoluogo: ventiquattro ospitati in via Trento, tre a Casa Betania (nell’ex seminario vescovile) e una quarantina a Batignano.

Gli sbarchi dei migranti, però, non si fermano e i centri di prima accoglienza restano in continua preallerta. Appena vengono lasciati liberi dei posti, dopo poche ore, sono prontamente occupati da altri migranti, anche loro in cerca di condizioni di vita migliori.

I primi arrivi massicci in provincia di Grosseto risalgono a un anno e mezzo fa.

Era il 21 marzo del 2014 quando l’amministrazione comunale, con pochissimo preavviso, allestì il centro di accoglienza nella palestra di Marina di Grosseto, non senza polemiche.

Da allora gli arrivi di migranti non hanno conosciuto pause. E tutti hanno fatto capo al centro organizzato alla Rugginosa.

Successivamente gli extracomunitari vengono distribuiti sul territorio provinciale, nelle strutture private che si sono proposte e che la Prefettura ha scelto con apposito bando.

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