Il Tirreno

Grosseto

C’è il punteruolo rosso: palma abbattuta

L’insetto è arrivato anche a Porto Santo Stefano, le piante sono state trattate per cercare di salvarle

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PORTO SANTO STEFANO. Il punteruolo rosso sbarca all’Argentario. Anche sul promontorio è arrivato l’insetto più temuto dalle palme.

Il Comune cerca però di correre ai ripari, sperando che il fitofago non proliferi e non attacchi le numerose piante presenti sul territorio. Per una di queste non c’è stato nulla da fare. Dopo le segnalazioni e un successivo sopralluogo del Servizio sanitario regionale di vigilanza e controllo, infatti, una palma nel giardino Jacovacci è stata aggredita dal noto “rhychohophorus ferrugineus”. «Nonostante il trattamento, è stato necessario abbatterla - dice l’assessore all’Ambiente Walter Capitani - Non si sa quando abbiano attaccato e a che livello di profondità siano arrivati, ma quando intervieni tardi è difficile fare qualcosa».

Si tratta, per il momento, dell’unico caso registrato all’Argentario di attacco del punteruolo rosso. Per evitare la diffusione dell’insetto è stato però necessario eseguire un trattamento preventivo speciale su tutte le palme presenti sul territorio comunale, a partire proprio dal giardino Jacovacci, dalla piazza delle Meraviglie e dal lungomare dei Navigatori. «E’ un insetto che vola e dunque è difficile contrastarlo - aggiunge Capitani - quindi abbiamo effettuato il trattamento su tutti i palmizi del promontorio, che probabilmente sarà ripetuto anche una seconda volta».

Proprio per proteggere gli alberi è stata interpellata la ditta G.V.M. di Lucas Ficulle & C che si è resa immediatamente disponibile per effettuare il trattamento curativo della palma all’interno del giardino Jacovacci e quello preventivo aereo dei palmizi presenti nel Lungomare, nel piazzale dei Rioni e nel piazzale Candi, di Porto Santo Stefano, oltre a tutto il territorio comunale. L’importo di spesa per le casse comunali è di 2.806 euro. L’obiettivo è quello di far sì che si tratti di un episodio unico.

L’infestazione può essere a lungo asintomatica e manifestarsi solo in una fase avanzata. I primi sintomi sono rappresentati da un anomalo portamento della chioma, che assume un caratteristico aspetto divaricato "ad ombrello aperto". Nei casi più gravi si arriva alla perdita completa delle foglie, per cedimento del rachide fogliare, per cui la pianta appare come "scapitozzata". Nello stadio terminale dell’infestazione si produce un vero e proprio "collasso" della pianta: solo a questo punto le colonie di curculionidi abbandonano la pianta attaccata, migrando su un nuovo esemplare. Il controllo del rhynchophorus ferrugineus è dunque problematico e molto difficile a causa del concorso di molteplici fattori che favoriscono il fitofago. Gli adulti si muovono con facilità e possono eludere eventuali barriere di protezione o di contenimento espandendo i focolai d'infestazione. Andrea Capitani

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