Il Tirreno

Grosseto

Al Giglio proteste a oltranza per avere il diritto allo studio

di Ivana Agostini
Al Giglio proteste a oltranza per avere il diritto allo studio

Alunni e genitori tornano a rallentare la discesa dal traghetto per chiedere garanzie sulle ore di insegnamento. Intanto arrivano due docenti senza cattedra fissa

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ISOLA DEL GIGLIO. «Io non ci sono». Così era scritto su uno dei tanti cartelli che i genitori del Giglio hanno portato in piazza ieri mattina. «Sull’isola del Giglio gli studenti è come se non ci fossero, non esistessero. Al Giglio non godono di nessuna considerazione», recitava un altro.

Questo stanno cercando di far capire gli isolani che non si fermano e continuano a manifestare. Anche ieri mattina, come promesso, hanno messo in atto la loro protesta scendendo in piazza.

Il copione è ormai consolidato. Manifestano da circa una settimana. Sono partiti dalla scuola e hanno percorso la strada destinazione Giglio Porto. La scuola al Giglio non funziona, le ore di insegnamento non sono garantite e i genitori dal 16 settembre hanno deciso di mettere in atto una forma di protesta per far sentire la loro voce e far valere i loro diritti. Far sapere a tutta Italia che questo modo di fare scuola a loro non piace, non serve ai loro ragazzi, non serve alla loro formazione.

Ad accompagnare i genitori e gli studenti anche il sindaco dell’isola, Sergio Ortelli, e il suo vice sindaco, Mario Pellegrini.

Il corteo è arrivato fin davanti al traghetto e anche ieri mattina come già successo in precedenza gli isolani hanno rallentato la discesa dei passeggeri così come la marcia dei fornitori che vengono a portare le scorte ai negozi dell’isola.

I genitori gigliesi non vogliono creare problemi a nessuno solo far capire che stanno vivendo un problema e che lottano per un diritto, l’istruzione per i loro figli.

Lunedì la manifestazione si era interrotta lasciando il posto a uno sciopero degli alunni che non erano andati a scuola. Bambini a casa e banchi deserti per far capire che i gigliesi non vogliono situazioni di compromesso ma vogliono quella che è l’offerta formativa che una buona scuola dovrebbe offrire.

Ieri invece, dopo un giorno di silenzio, la protesta è tornata vibrante. Oggi si replicherà perché le novità non sono certo soddisfacenti.

«Tutte le mattine faremo questo – dice Barbara Galeotti, rappresentate di istituto – e lo faremo fino a che non avremo quello che chiediamo».

Ieri sull’isola sono arrivati due insegnati, una di matematica e una di lettere, che si vanno a sommare al professore gigliese che il primo giorno di scuola ha aperto l’edificio evitando che i bambini rimanessero fuori. Due insegnanti che però non hanno la cattedra fissa e che vanno e vengono sull’isola.

«Dovrebbero arrivare ore di insegnamento in più – spiega la Galeotti – ma non riusciremo a raggiungere le trentadue ore. Siamo molto lontani da quello che ci spetta».

Il Giglio, insomma, è in sciopero. Anche oggi, nuova manifestazione e poi tutti a casa, bimbi compresi. Il Giglio non demorde e spera in una buona scuola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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