La manifestazione
Ecco il piano sicurezza per le strade di Barbanella
Dopo la petizione dei cittadini il Comune ha avviato (e concluso) uno studio In 14 giorni i radar hanno monitorato migliaia di veicoli e mappato i punti critici
GROSSETO. Decine di macchine lanciate a 80/90 chilometri all’ora e altre a 90/100 km/h, in pieno giorno e in una delle arterie più importanti di Grosseto. Tutte pizzicate dai radar. Il “test” è stato condotto tra luglio e agosto dal Comune nel popoloso quartiere di Barbanella dov’è forte la concentrazione di anziani e il rischio di incidenti legati all’alta velocità in agguato ogni giorno.
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Secondo gli abitanti della zone che a luglio hanno promosso una petizione, qui gli automobilisti corrono come pazzi, la conformazione stradale è terribile, mancano dissuasori e le strisce sono pericolose. È davvero così? In questi mesi il Comune ha condotto uno studio (appena concluso) per verificare o meno la consistenza dei timori, radiografare la strada e passare alle soluzioni. La relazione tecnica (nonostante i distinguo del caso, il tasso di incidentalità non enorme e le velocità spesso analoghe a quelle di altre strade) conferma comunque molte criticità lamentate dagli abitanti, ovvero che «le condizioni di rischio ci sono». Perciò il Comune inserirà ufficialmente via Giusti nella mappa dei “punti neri” della città e procederà a una messa in sicurezza urgente. La petizione è stata ascoltata.
Adone ce l’ha fatta. Era luglio scorso quando Adone Giannini, anziano abitante di Barbanella, sorretto da un bastone si presentò in Comune insieme al nipote Matteo Della Negra e a un gruppo di cittadini per consegnare 1200 firme raccolte in una settimana. «Ho 90 anni, da giovane ho rischiato troppe volte di morire al lavoro quando manovravo gli escavatori ma sono sopravvissuto - ci disse - Mi spiacerebbe che succedesse ora quando vado a comprare il pane...». Ad agosto il Comune ha battuto un colpo: letta la petizione l’assessore Arsenio Carosi ha ricevuto i firmatari negli uffici di via Zanardelli/Sonnino, preso impegni e annunciato di avviare uno studio sulle criticità del popoloso quartiere. Studio che è stato avviato dagli uffici su più fronti: via Giusti è stata passata al setaccio dal punto di vista della conformazione stradale, dei punti critici, del flusso di auto e della velocità dei veicoli. Cos’è emerso? Che in effetti «la strada - così emerge dalla relazione comunale - è da considerarsi critica a causa degli incidenti nei quali sono coinvolti i pedoni». Il Comune è deve così rivedere una mappa un po’ datata.
La mappa nera. Risale al 2011 una delibera di giunta (la numero 229) con cui l’ente approva un “progetto di manutenzione straordinaria degli assi stradali con attraversamenti pedonali ad elevata incidentalità” per partecipare a un bando regionale che finanzi la messa in sicurezza. Il progetto prende in considerazione i punti neri della città che erano stati teatro, nei 5 anni addietro, di almeno 5 incidenti con il coinvolgimento di pedoni. Le strade coinvolte nel progetto sono via Giulio Cesare, Senese, viale Sonnino e viale della Pace. Manca via Giusti che dunque - riporta il Comune - «all’epoca non presentava particolare sinistrosità». È Sulla spinta delle proteste cittadine, il Comune ha effettuato ora i monitoraggi «per valutare flussi e velocità» ed eventualmente rivedere, con il responsabile del servizio Traffico e mobilità ingegner Samuele Guerrini, la mappa dell’arteria. Il risultato? «Se un progetto analogo venisse redatto oggi, anche via Giusti sarebbe ricompresa tra le aree critiche».
Il test. Nell’arco di 14 giorni, tra il 24 luglio e il 4 agosto, gli uffici e la Municipale hanno impiegato in tre periodi diversi 2 apparecchi radar di rilevamento, costruiti dalla ditta Sisas di Perugia e capaci di fornire i seguenti dati: numero di veicoli in transito, velocità dei veicoli e loro lunghezza. La strumentazione è posizionata in via Giusti sul lato destro in direzione sud su pali dell’illuminazione pubblica (in pratica dopo l’intersezione con via Rovetta) e rileva i mezzi in entrambi i sensi di marcia. Per capire la mole: via Giusti è attraversata da 7000 veicoli al giorno. I risultati del monitoraggio dicono che su 48mila veicoli “osservati” nelle due settimane la metà (24mila) rispetta i 40/50 km all’ora, 10mila viaggiano border line (50/60 km/h), 954 veicoli sforano il limite (60/70 km/h), 231 viaggiano a 70/80. Ben 33 guidano a 80/90 km all’ora e 6 corrono a 90/100.... Non molti in fondo. Ma se dal punto di vista dell’alta velocità la percentuale è bassa, i rischi ci sono eccome. Secondo il monitoraggio, in via Giusti non vi sono «situazioni particolarmente critiche riguardo la velocità (le velocità sono analoghe a quelle riscontrate in altre strade), ma restano violazioni dei limiti che, pur interessando pochi veicoli, provocano comunque condizioni di rischio».
I punti critici. Il Comune ne ha rilevati diversi. Il primo è «l’innesto del sottopasso dove i forti flussi provocano forti criticità»; la presenza di attività commerciali «provoca situazioni difficili per la domanda di sosta e l’attraversamento pedonale». Altra situazione critica è rilevata «sotto i portici (intersezione via Rovetta) dove la presenza dei negozi provoca una forte domanda di sosta, transito e passaggio pedonale». La conformazione stradale con le “corsie di accumulo” complica l’individuazione delle giuste traiettorie. Non ultima «la larghezza sensibile della strada che causa tempi di attraversamento pedonali alti, con incertezza e difficoltà soprattutto per gli anziani. Le intersezioni - conclude il Comune - creano difficoltà nelle immissioni a causa delle auto in sosta in prossimità dell’incrocio». Insomma: è tempo di passare alle vie di fatto.
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