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Cantoniera, la casina non va bene

Cantoniera, la casina non va bene

La Cassazione dà torto al privato, Cerulli: «Ora devono sistemarla»

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MONTE ARGENTARIO. La storia senza fine della Cantoniera giunge a conclusione? La Corte di Cassazione si esprime sulla costruzione che da anni sovrasta la spiaggia della Cantoniera, dichiarando inammissibili i ricorsi e condannando i proprietari ricorrenti al pagamento delle spese processuali per la somma di 1.000 euro ciascuno, oltre al rimborso delle spese processuali (3.000 euro) in favore del comune di Monte Argentario, costituitosi parte civile.

Il famoso muro della Cantoniera è stato abbattuto ormai da diversi anni, non la casetta che lo sovrastava e che ancora rimane, semicostruita, proprio sopra la spiaggia di Porto Santo Stefano.

«Adesso - sottolinea il sindaco Arturo Cerulli – potremo richiedere il ripristino dei luoghi, quindi parte tutto un nuovo procedimento. Siamo stati fermi per anni, perché ci sono stati ricorsi. La Cassazione chiude l’argomento e ci dà ragione a procedere nei confronti della società proprietaria dell’immobile».

L’area in questione, già dichiarata in passato «di notevole interesse pubblico, per le caratteristiche ambientali e paesaggistiche che la contraddistinguono», dovrà dunque essere ripristinata.

«La sentenza della Corte di Cassazione mette fine ai vari ricorsi presentati negli anni - dice Cerulli – Adesso dovrà partire l’avvio di ri pristino. Se non lo faranno, allora interverrà il Comune. C’era stato il muro in passato e tutta una serie di difformità che fecero scattare il concone di Argentopoli».

In totale vennero realizzati un muro di cemento armato di delimitazione di un’area a portico, sei pilastri in cemento armato e l’apertura di due finestre in assenza del permesso a costruire in una zona sottoposta a vincolo. «La sentenza dice che così com’è non può restare - conclude Cerulli - Noi riteniamo che la parte costruita in difformità debba essere demolita. I proprietari si sono rivolti fino alla Cassazione che è l’ultimo livello, quindi adesso dovranno procedere per sistemare l’area».

Andrea Capitani

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