Sicurezza
C’è la squadra che gioca in casa La spesa al market è un incubo
Grifone e Gavorrano in serie D: la questura vieta la vendita di alcolici e bevande in lattina Scoppia il caso a Bagno. Alla Coop è impossibile acquistare bottiglie di acqua e latte per 5 ore
GROSSETO. Volete fare la spesa la domenica? Assicuratevi che la vostra squadra non giochi in casa. Gli ordini impartiti dalla Questura di Grosseto infatti sono chiari: da tre ore prima del fischio d’inizio fino a un’ora dopo la fine della partita di calcio, è assolutamente vietato vendere la maggior parte di bevande. E non parliamo solo di birra o vodka, per cui vanno ghiotti i tifosi ospiti, ma anche di succhi di frutta, latte e in alcuni casi acqua. Anche questo è molto chiaro nelle ordinanze diramate dai Comuni: «è fatto divieto di vendere bevande di qualsiasi genere contenute in recipienti di vetro» o «lattina». Una regola che vale in tutta Italia là dove la domenica si gioca una partita, ma certo è che ci sono casi e casi.
Prendiamo Grosseto, ad esempio, dove questo divieto dura oltre cinque ore e comprende buona fetta della città: dalla stazione fino allo Zecchini, comprese tutte quelle vie che si snodano durante il percorso. E non sono poche.
Se prendiamo in esame poi un crocevia come Bagno di Gavorrano, ecco che viene fermato un intero borgo. Almeno così si lamentano i cittadini. «Domenica pomeriggio era impossibile fare la spesa, anche al supermercato – racconta un gavorranese – E nessuno che ci abbia avvertito prima». Anzi, a onor del vero, stando al racconto, il gavorranese lo ha chiesto al dipendente della Coop di Bagno quando gli ha negato il succo di frutta, mentre sfogava la sua rabbia. «Ma io come faccio a sapere quando gioca in casa il Gavorrano?», sentendosi dire di tutta risposta: «telefoni in Comune e noi la informeremo». Forse non sarà il caso di arrivare a tanto, ma è bene sapere che da oggi fino a maggio una domenica sì e una no (fatta eccezione dei turni infrasettimanali che sballano questa alternanza) comprare bottiglie di vetro o in lattina, bibita o succo che sia, sarà vietato in entrambi i centri. «Sono le disposizioni che dà la Questura ogni anno quando ci sono le partite casalinghe e noi le mettiamo in pratica attraverso delle ordinanze» dicono dal Comune di Gavorrano, dove il caso è nato in modo un po’ più rumoroso.
Nel caso minerario, l’ordinanza è la 52 del 18 settembre; in quello grossetano, la numero 18, datata all’11 settembre scorso. Entrambe le squadre maremmane orbitano nella stessa categoria, la Serie D, che in termini di ospiti in trasferta non fa alcuna differenza rispetto alle serie maggiori: quando arriva un avversario con sostenitori al seguito, va vietata la vendita di alcolici e di bevande racchiuse in contenitori di vetro o lattina, utili agli stupidi per tirarli in campo o vai a saper dove. E poco importa che nei dilettanti i tifosi in trasferta sono a malapena una decina in media.
A Grosseto, dove vige lo stesso malcontento della periferia, questo divieto s’impone non solo allo Zecchini e alle vie limitrofe (Fabio Massimo, Giulio Cesare, Telamonio, Cimabue, Einaudi, della Repubblica, Aldi), ma anche a tutte quelle che portano alla stazione, dove vige lo stesso regolamento (Sonnino, Matteotti, Mameli, piazza Marconi). Il caso poi viene amplificato se la realtà di riferimento è quella di una piccola frazione, dove in pratica tutto è vicino allo stadio in linea d’aria. Compreso il centro commerciale Coop, quello dove ciascun residente di Bagno va a fare la spesa. «Per oltre tre ore non è stato possibile comprare estathé o acqua minerale» dicono dal borgo minerario. Tutto ciò è accaduto due giorni fa, quando il Gavorrano ha ospitato la Sangiovannese e i suoi tifosi: un gruppetto che in Maremma si era già fatto conoscere ad Albinia, in categorie inferiori.
Erano una decina in tutto al Malservisi-Matteini, ma tanti sono bastati per bloccare la vendita di latte o acqua. In compenso, «si potevano acquistare bottiglie in vetro di conserva, olio, aceto» raccontano dal paese. E sta proprio qui, in questa contraddizione, l’idea che le regole possano essere riviste.
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